Bagnacavallo, conclusi gli incontri dei ragazzi del Circo della Pace con le scuole

Bagnacavallo, conclusi gli incontri dei ragazzi del Circo della Pace con le scuole

BAGNACAVALLO - Si sono conclusi gli incontri degli undici giovani artisti del Circo della Pace con gli studenti di Bagnacavallo e Villanova.

 

Questa mattina i ragazzi del Mobile Mini Circus for Children di Kabul sono stati ospiti presso la scuola di Villanova, dove si sono intrattenuti con gli studenti delle classi seconde e terze medie, raccontando alcuni aspetti della loro vita, soffermandosi in particolare sull'esperienza della scuola circense, che li accompagna nella loro formazione artistica dai 6 ai 18 anni e che frequentano in contemporanea con la scuola dell'obbligo. I giovani afgani, che hanno tra i 9 e 16 anni, si sono poi esibiti in canti e balli e hanno visitato le altre sezioni dell'istituto, che ospita oltre alla media anche la scuola elementare.

 

Nella mattinata di lunedì 20 dicembre i ragazzi afgani avevano invece incontrato gli studenti delle quattro classi terze della scuola media di Bagnacavallo. Anche in quel caso i giovani artisti avevano risposto, in un clima di grande cordialità, alle domande degli studenti riguardanti in particolare la loro esperienza con il Circo e la scuola nel loro paese. Avevano poi raccontato di trovarsi molto bene a Bagnacavallo e di apprezzare in particolar modo la cucina locale. All'incontro erano intervenuti il responsabile della Protezione Civile della Bassa Romagna, Roberto Faccani, e l'assessore alle Politiche Formative e Scolastiche, Giuseppina Dessy.

 

«Si è trattato di una situazione particolarmente significativa: - sottolinea l'assessore Dessy - ragazzi provenienti da realtà così profondamente diverse accomunati da un fattore unificante, l'età. Un'età che non lascia spazio a sovrastrutture culturali che negli adulti, a volte, impediscono un'empatia immediata. Credo che il soggiorno romagnolo possa essere particolarmente utile per questo gruppo di ragazzi profondamente colpiti dal dramma della guerra ma possa costituire anche un importante momento di riflessione per i ragazzi delle nostre scuole e del nostro territorio.»

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