Bagnacavallo, Francesco Paolantoni in "Uomo e galantuomo"

Bagnacavallo, Francesco Paolantoni in "Uomo e galantuomo"

BAGNACAVALLO -Dopo uno spostamento di data di rappresentazione per impegni cinematografici dell'attore, Francesco PaolantoniTeatro Goldoni di Bagnacavallo con lo spettacolo Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo. Diretto da Armando Pugliese, lo spettacolo andrà in scena venerdì 10 dicembre alle ore 21. sarà finalmente protagonista del palcoscenico del

 

Ospiti a spese del ricco e giovane don Alberto De Stefano nella località balneare di Bagnoli presso l'albergo gestito da un suo amico, sono gli attori della scalcagnata compagnia teatrale "L'eclettica", così chiamata perché pretende di esprimere il suo talento in ogni genere dell'arte teatrale.

 

Poiché la sera precedente, l'esibizione della compagnia si è svolta tra l'indifferenza e gli insulti del pubblico (un attore per difendere la primadonna che era stata offesa, si è preso un pugno sul naso da uno spettatore), il capocomico Gennaro De Sia vuole riscattarsi dalla brutta figura e impone una prova del nuovo dramma che sarà messo in scena. Si tratta dell'opera a forti tinte Malanova (cattiva notizia) di Libero Bovio che gli sgangherati attori massacrano per la loro incompetenza. L'esibizione penosa della compagnia verrà interrotta dall'arrivo di Salvatore, fratello di Viola, la primadonna messa incinta dal capocomico. Salvatore precedentemente ha incontrato don Alberto che lo ho scambiato per il fratello della sua misteriosa amante Bice, anch'essa incinta di lui. Sentendo che è venuto per reclamare il matrimonio riparatore, don Alberto, che è un galantuomo, assicura a Salvatore, stupito che un signore voglia sposare un'attrice e per di più incinta di un altro, che farà il suo dovere sposandosi. Da qui nasce un colossale equivoco che porterà, nella confusione generale, alla fuga di Gennaro in una camera dove sta bollendo una grande pentola che servirà agli attori per il loro pranzo. Gennaro inciampa nella pentola e una cascata di acqua bollente gli si riversa su i piedi. Fortunatamente incontrerà un dottore, il conte Talentano che, mosso a compassione dell'ustionato, ululante e invocante "Sant'Antuono, protettore del fuoco! Aiutatemi!", lo porterà nella sua casa per curarlo. Nel frattempo don Alberto, venuto a sapere l'indirizzo di Bice, si è recato alla sua casa per chiedere la sua mano: ma qui scopre che Bice è sposata ed è la moglie di Talentano. Alberto, vistosi scoperto dal conte, si finge pazzo per ingannarlo e la recita, anche per il contributo di Gennaro che chiamato a testimoniare la sanità del giovane imbroglia invece di più la situazione, riesce a tal punto che viene fatto incarcerare. Talentano, nel frattempo, indovinata la finta pazzia di Alberto lo mette alle strette: o si farà ricoverare in manicomio come pazzo, salvando così l'onore di marito tradito oppure lo stesso conte gli sparerà per lavare la macchia al suo blasone. Sarà lo stesso Talentano invece, ad essere costretto a fingersi pazzo per evitare le ire di Bice che ha scoperto una sua relazione con una donna sposata. Alberto finalmente non più finto pazzo sarà liberato.

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