BAGNACAVALLO - L'Ecomuseo in trasferta a Comacchio

BAGNACAVALLO - L'Ecomuseo in trasferta a Comacchio

BAGNACAVALLO - Venerdì 21 marzo, l’Ecomuseo della Civiltà Palustre di Villanova di Bagnacavallo parteciperà, in collaborazione con il Parco del Delta del Po, all’organizzazione di un laboratorio specialistico della lavorazione delle erbe palustri presso la Manifattura dei Marinati di Comacchio in programma dalle 16.30 alle 18.30.

Il laboratorio è inserito nel programma di viaggio di cinquanta dirigenti scolastici e di istituti d’arte statunitensi. L’iniziativa fa parte infatti di un progetto di formazione culturale per gruppi di dirigenti scolastici, che dal 2005 viene promosso negli Stati Uniti con la denominazione Iate (International Art Teacher Experience). I sostenitori ufficiali dell’iniziativa sono il Dipartimento di Istruzione dello stato del Maryland, il settore Educazione dell’Ambasciata Italiana di Washington e la Società di Cultura Italiana a Washington, in collaborazione con l’Istituto San Carlo di Milano. Il percorso formativo è un viaggio della durata di 7 giorni nel corso del quale vengono presentate e vissute la storia e la cultura locali italiane attraverso una serie di attività di tipo artigianale e gastronomico.

L’Ecomuseo della Civiltà Palustre di Villanova di Bagnacavallo parteciperà all’iniziativa realizzando un workshop in cui verranno proposti e realizzati due manufatti in erba palustre di semplice esecuzione: la fune e uno stuoino da bicicletta.

La fune si ottiene col solo uso delle mani utilizzando la carice (zlena). La tnisa - termine in dialetto locale - veniva impiegata principalmente per ordire il telaio verticale nella produzione delle stuoie. Un tempo a Villanova si producevano chilometri di corda percorrendo l’argine del fiume o le strade del paese. Anche ai bambini veniva insegnata questa attività: prima e dopo la scuola dovevano realizzare matasse di corda consistenti in sessanta giri attorno alla sedia.

Lo stuoino è un manufatto realizzato in stiancia (pavìra) con cuciture in giunco (zonc), che veniva inserito nel manubrio della bicicletta per evitare di usurare sia la bicicletta che le sporte, i secchi e i bidoni per il latte.

A solo scopo dimostrativo sarà presentata poi l’esecuzione della sporta del pesce - uno dei più antichi manufatti realizzati in giunco, usato per scolare e trasportare il pesce - e di un graticcio in canna palustre, un tempo impiegato quale supporto per l’intonaco nei soffitti delle abitazioni. La lavorazione del cannicciato era molto diffusa anche a Comacchio per la costruzione dei lavorieri ed altri usi legati al mondo della valle.

L’Ecomuseo curerà, inoltre, per l’occasione, una piccola esposizione di manufatti per mostrare la vasta gamma e l’elevata qualità della produzione villanovese.

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Informazioni: Ecomuseo della Civiltà Palustre; 0545 47122; barangani@racine.ra.it; https://www.racine.ra.it/erbe palustri.







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