Bagnacavallo: un innovativo macchinario per il "Progetto Bagnacavallo"

Bagnacavallo: un innovativo macchinario per il "Progetto Bagnacavallo"

BAGNACAVALLO - Il progetto "Steatosi e steatoepatite non alcolica", ormai noto come "Progetto Bagnacavallo", si arricchisce di un nuovo elemento di ricerca. Il dottor Pierluigi Giacomoni, dirigente della Medicina Interna di Lugo e responsabile del progetto, ha incontrato nei giorni scorsi Pietro Andreone, professore del Dipartimento di Medicina Interna, Cardioangiologia ed Epatologia dell'Università degli Studi di Bologna, e il dottor Stan Dembinski della ditta Axsan, per decidere le modalità di utilizzo di un innovativo macchinario, il Fibroscan, durante le visite a cui sono sottoposti i cittadini bagnacavallesi che fanno parte del progetto.

 

«Nella pratica clinica - spiega il dottor Giacomoni - il grado di fibrosi epatica e la sua evoluzione rappresentano un importante parametro diagnostico, poiché la comparsa e la progressione della fibrosi costituiscono un fattore prognostico fondamentale nella gran parte delle malattie del fegato.»

 

Il FibroScan è un dispositivo che utilizza ultrasuoni: è concepito per misurare la "rigidità" (cioè il grado di fibrosi) del fegato in modo non invasivo, non doloroso e con risultati immediati, tramite una sonda appoggiata sulla cute a livello del fegato. La sonda produce un impulso meccanico che provoca un'onda elastica: la velocità di propagazione di questa onda dipende dalla rigidità del tessuto epatico, che viene dunque stimata dalla misura della velocità dell'onda elastica stessa.

 

Il Fibroscan viene già utilizzato in alcune cliniche universitarie, ma la ditta Axsan ha scelto ora di inserirlo anche nel "Progetto Bagnacavallo" per poterne valutare l'efficacia diagnostica su un campione vasto e già organizzato di persone.

 

Durante l'incontro il dottor Giacomoni ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto, i dati finora raccolti e le prospettive di sviluppo per i prossimi mesi. Il professor Andreone si è complimentato con tutto lo staff (presenti, oltre al dottor Giacomoni, il dottor Francesco Giuseppe Foschi della Medicina di Faenza, alcune rappresentanti della Croce Rossa Italiana e personale medico e infermieristico dell'Ausl di Ravenna) per l'organizzazione e la gestione del progetto e per i risultati finora raccolti. Risultati che ha potuto apprezzare anche grazie all'illustrazione del database appositamente creato dalla Airon Telematica di Milano, indispensabile per elaborare tutti i dati rilevati tramite i prelievi di sangue, le interviste e le ecografie. «Questa è un'occasione importante sia per la nostra ricerca sia per la ditta Axsan, perché non esistono altri studi di popolazione di questo tipo ed è molto interessante ai fini scientifici poter valutare se sia possibile diagnosticare un'epatopatia attraverso un esame non invasivo come quello effettuato con il Fibroscan» hanno concluso il dottor Giacomoni e il dottor Foschi.

 

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Il dottor Dembinski ha elogiato il "Progetto Bagnacavallo", apprezzando in particolare il profilo epidemiologico della ricerca, che può consentire di testare il Fibroscan sia in soggetti sani sia in soggetti affetti da epatopatie.

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