Bagno di Romagna, il Consiglio Provinciale approva le modifiche statutarie della società Terme Sant'Agnese

Bagno di Romagna, il Consiglio Provinciale approva le modifiche statutarie della società Terme Sant'Agnese

Bagno di Romagna, il Consiglio Provinciale approva le modifiche statutarie della società Terme Sant'Agnese

FORLI' - Il consiglio provinciale nella seduta di lunedì pomeriggio ha approvato con i voti favorevoli di Partito Democratico e Italia dei Valori (contrari PdL, Gruppo Misto-Fli e astenuti Lega Nord e Udc) la delibera per le modifiche statutarie della società Terme di Sant'Agnese di Bagno di Romagna, la società per la promozione, la valorizzazione e l'utilizzo ottimale delle acque termali, cui la Provincia partecipa con una quota azionaria del 20,7%.

 

Nelle votazioni sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati dal PdL. In vista dell'assemblea straordinaria dei soci prevista per il 30 maggio 2011, la Provincia intende ridurre la propria partecipazione dal 20,7% al 10,7%, con due successive dismissioni del 5% l'una. Per l'assessore alle Società partecipate Maurizio Castagnoli si tratta di "un adeguamento all'ultima normativa e per alcuni aspetti all'evoluzione che sta assumendo il turismo termale, con lo sviluppo del wellness anche curativo".

 

Sempre Castagnoli: "Abbiamo dichiarato il carattere strategico della nostra presenza nella società, ma questo non toglie che non possiamo diminuire la quota di nostra partecipazione azionaria, decisione assunta per esigenze di bilancio. Il ruolo della Provincia a livello di governance e di indirizzo politico, che comunque riteniamo già tutelato nell'attuale stesura dello statuto, sarà meglio precisato in patti parasociali che verranno portati all'attenzione del Consiglio entro la paura estiva. Su questo c'è completo accordo con l'azionista di maggioranza che è il comune di Bagno di Romagna, così come c'è stata piena concordia nella stesura del nuovo testo dello statuto".

 

Nella presentazione dei suoi emendamenti Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL, ha censurato l'operazione: "Con questa delibera si crea qualcosa di diverso e di peggiore della privatizzazione, temuta dalla maggioranza: si forma un oligopolio". Molto critica anche Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell'Udc: "Queste modifiche statutarie sono rivolte a tutelare il Comune, a garantirgli il controllo della società". "Qual è il ruolo della Provincia in questo nuovo assetto? - domanda Bartolomei -. La Provincia prima di tutto dimostra di non saper fare affari, il voler procedere alla vendita dei due pacchetti di quote del 5% ciascuno non è lungimirante e non troverà riscontro sul mercato. Meglio sarebbe stato rimanere ben vicina al socio di maggioranza, anche perché solo con un accordo col Comune si poteva vendere al meglio. Da parte sua il Comune si vuole premunire da ulteriori dismissioni della Provincia".

 

Per Bartolomei il problema principale è "la governance dell'acqua termale: il possesso di quote di questo stabilimento termale è l'unico strumento con cui il pubblico oggi può decidere di coinvolgere in forme minoritarie tutti i soggetti interessati a ricevere acqua termale, così che si distribuisca ricchezza sul territorio. E' così che si passerebbe così da un oligopolio ad un'economia sociale di mercato, da proporre come modello".

 

Per il Pd, il consigliere Piero Gallina ha ricordato la storia della società: "Terme di Sant'Agnese è un lascito. A Bagno di Romagna mai penseranno di vendere: diamogli anzitutto questa corretta dimensione. Perché nell'allora consorzio erano soci tutti gli enti? Perché si faceva sistema per gestire un bene che stava morendo. E la terme sono andate bene. Ora, la Provincia ha necessità di uscire dalla società almeno in parte, se il Comune si vuole tenere la maggioranza, per tutta la storia che c'è dietro, ha ragione. E' una parte del territorio".

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