Bagno di Romagna: teleriscaldamento, Bartolini (An) chiede chiarimenti

Bagno di Romagna: teleriscaldamento, Bartolini (An) chiede chiarimenti

BAGNO DI ROMAGNA - L'aumento dei costi del servizio di teleriscaldamento che utilizza l'energia geotermica  a Bagno di Romagna sono al centro di un'interrogazione presentata in Regione da Luca Bartolini, capogruppo di an-pdl, che definisce quello verificatosi negli ultimi anni "un vero e proprio terremoto tariffario a svantaggio degli utenti e in violazione delle condizioni contrattuali iniziali di vantaggio ad essi garantite". 


Il consigliere contesta il fatto che, secondo quanto segnalato da numerosi cittadini, nonostante il servizio in questione sfrutti la naturale disponibilità del calore geotermico, la tariffe avrebbero subito un incremento sensibilmente superiore a quello registrato per il riscaldamento a metano e chiede dunque alla Giunta regionale un parere sulla "singolare" situazione.

 

Bartolini vuole poi sapere se, in virtù del finanziamento a suo tempo concesso dalla Regione Emilia-Romagna per realizzare gli impianti, non ritenga opportuno chiedere spiegazioni al sindaco del comune di Bagno di Romagna sul fatto che l'ente "non abbia mai ritenuto di espletare una gara pubblica per  la gestione dell'impianto di teleriscaldamento onde definire con una pluralità di offerte le clausole contrattuali più convenienti per il comune e per gli utenti". In proposto il consigliere ricorda che la gestione dell'impianto in questione fu affidata senza gara d'appalto nel settembre del 1986 alla ditta SO.G.GE.TEL srl con scadenza al 31/12/2001 poi posticipata con successivo atto al 31/12/2003. In seguito - continua Bartolini - "l'amministrazione comunale di Bagno di Romagna senza avviare alcuna procedura di gara pubblica" avrebbe nuovamente prorogato al 31/12/2018 la gestione alla stessa società "senza procedere ad un vero accertamento delle ragioni di convenienza e di pubblico interesse, pure ritenute indispensabili dai legali di fiducia consultati".

 

L'esponente di an-pdl sollecita anche un chiarimento sulla vendita del totale delle quote costituenti il capitale sociale SO.G.GE.TEL avvenuta nel 2005, per una cifra di 160mila euro, in un momento in cui la società aveva ottenuto ormai da due anni il riaffidamento della gestione del servizio di teleriscaldamento e quindi la certezza di svolgere fino al 2018 l'attività che assicura la quasi totalità del proprio fatturato. Bartolini giudica singolare la circostanza in relazione al fatto che solo due anni prima, nel settembre del 2003, alla vigilia della scadenza contrattuale e con il rischio di non aggiudicazione del rinnovo, l'83% del capitale sociale della ditta stessa sarebbe stato valutato in 352.051 euro da un perito del Tribunale di Forlì e tutto ciò "nonostante l'esistenza di un lungo elenco di creditori da soddisfare".

 

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Al fine di garantire la massima trasparenza ed il controllo sull'utilizzo dei finanziamenti regionali attribuiti all'impianto, Bartolini vuole infine sapere dall'esecutivo regionale se non ritenga opportuno segnalare il tutto alla Corte dei Conti affinché possa ricostruire con esattezza tutti i passaggi e valutare la correttezza delle operazioni eseguite nella gestione degli impianti di teleriscaldamento.

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