Banca di Forlì in sofferenza nel 2010. Record di crediti non riscossi

Banca di Forlì in sofferenza nel 2010. Record di crediti non riscossi

Banca di Forlì in sofferenza nel 2010. Record di crediti non riscossi

FORLI' - Parlare di un anno difficile sarebbe ormai scontato. Anche la Banca di Forlì accusa il colpo nel bilancio 2010. In questo rientra anche il fallimento di Sapro. "Con un mantenimento della capacità complessiva di reddito, che si attesta intorno ai 10 milioni - sottolinea il direttore, Daniele Boattini - l'utile di esercizio si è cifrato in 3 milioni (calo del 20%). Questo significa oltre 7 milioni di euro per i crediti accantonati". L'impegno economico sul territorio ha visto 150 milioni erogati. Il 75% dei mutui alle aziende ed il 25% alle famiglie.

 

"Il fallimento di Sapro ci è 'costato' 2milioni 350mila euro - sottolinea il presidente, Domenico Ravaglioli - ma la nostra banca può sopportarlo. Su questa vicenda tutti dovevamo fare qualcosa in più perchè non si arrivasse a questo punto. Non dimentichiamo che questa società negli anni '70 era un consorzio che ha urbanizzato tutti i terreni della zona industriale di Forlì e non solo". Per quanto riguarda la perdita di credito, su 7milioni 150 mila euro, il massimo registrato nella storia della banca, 6,5 fanno capo alle imprese, 580 mila euro alle famiglie.

 

La raccolta diretta ha registrato un incremento solo dello 0,8%. "Di fatto abbiamo recuperato sul mercato. Ma su questa crescita modesta ha inciso il rimborso di 25 milioni di euro per un prestito obbligazionario scaduto, che non abbiamo rinnovato - continua Boattini - il margine di interesse e di intermediazione hanno avuto una tenuta leggermente superiore, andando a coprire l'aumento dei costi". Le sofferenze, sul totale dei crediti, sono il 4,03%, che, togliendo i 7 milioni di accantonamento, passa al 2,81%.

 

Nel 2010 sono stati aperti 2.313 conti correnti su un totale di 23 mila. 170 i dipendenti, con 5 nuove assunzioni.

 

Le novità riguardano Santa Sofia e Galeata. "Siamo stati chiamati ad intervenire - continua Ravaglioli - e, a giorni, faremo la nostra proposta definitiva che comprende l'acquisto delle filiali e anche del palazzo che ospita quella di Santa Sofia da Banca Romagna Cooperativa. I dipendenti sono 8 in tutto. Per quanto riguarda i soci, un numero consistente, il consiglio valuterà caso per caso". Aperta nel 2010 anche la nuova filiale di via Bertini e si lavora per lo spostamento di quella di via Ravegnana, che, entro fine anno, si trasferirà nei locali vicino al casello dell'autostrada, di fronte alla sede attuale. Concluso anche l'ampliamento della filiale di Predappio.

 

Chiara Fabbri

 

 

 

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Lanzo
    Lanzo

    Quanto soffro se una banca sta male!....proprio non ci dormo la notte! Ma nessun problema...le banche si sà che soffrono per molto poco tempo grazie agli aiuti pubblici e poi vige la la legge del volga : "chi l'ha nel cul se lo tolga e lo metta nel cul del vicin! Il vicino guardacaso è sempre il cliente onesto della banca.

  • Avatar anonimo di Stefano S.
    Stefano S.

    SAPRO: un ulteriore esempio di come la gestione dissennata (per essere educati) del pubblico poi incide sull'economia e sulle tasche di noi cittadini. Cosa diceva qualche giorno fa un certo architetto che vive in Australia? BASTA POLITICI RAFFAZZONATI e "DISTRATTI".

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