Basket LegaDue, a Forlì arriva Vucinic: "Le sfide difficili mi esaltano"

Basket LegaDue, a Forlì arriva Vucinic: "Le sfide difficili mi esaltano"

Basket LegaDue, a Forlì arriva Vucinic: "Le sfide difficili mi esaltano"

FORLI' - Mentalità, lavoro e difesa. In tre parole, ecco il credo cestistico di Nenad Vucinic, 45enne serbo-neozelandese, neo coach della MarcoPoloShop FulgorLibertas. Un verbo che già in modalità bignamino suona come un cambiamento totale di registro per la MarcoPoloShop che in una settimana passa dalla fraternità di Di Lorenzo al "silenzio, intensità, testa bassa e pedalare" di Vucinic. La FulgorLibertas è al momento ultima in classifica di LegaDue a pari punti con San Severo.


LE IMMAGINI DELLA PRESENTAZIONE (di Cristiano Frasca)

 

Ad attendere il nuovo timoniere biancorosso, grande amico di Djordjevic dai tempi delle giovanili nel Partizan Belgrado, piombato in Romagna direttamente dalla Nuova Zelanda ad una settimana esatta dal match più importante dell'anno (e forse della storia della società forlivese), comunque un compito improbo: recuperare 4 lunghezze (che poi sono 6 vista la differenza canestri con Verona, mentre con Reggio il conto è ancora aperto) che con 12 gare da snocciolare, separano Forlì dalla permanenza in LegaDue. Ma se l'inferno è dietro l'angolo Vucinic non pare scomporsi, anzi: "Non è un segreto che la situazione è difficile ma sono molto felice di essere a Forlì in questa bella città e splendida regione. So che c'è un gran pubblico e appena arrivato ho subito visto che qui si respira basket. Le pressioni e le attese sono alte. Per me è una grande occasione, soprattutto è una bella sfida. E le sfide mi esaltano." Come dire: ho stomaco e carattere quanto meno per provarci.

 

Ad introdurre, in sede di presentazione, lunedì pomeriggio poco prima dell'allenamento con la sua nuova squadra (a proposito: gli allenamenti saranno tutti a porte chiuse, a parte quello di martedì e solo dlle 18:30 alle 19:30), chi Vucinic l'ha "scovato" e fortemente voluto, il direttore tecnico Nicola Alberani: "E' un coach di dimensione e curriculum internazionale. L'ho visto l'anno scorso quando guidava il Daroussafaka in Turchia mentre seguivo Lorenzo Gordon (ala poi arrivata in estate a Forlì, ndr) e sono rimasto molto colpito dall'impronta che era riuscito a dare a quel team, nonostante ne avesse preso la guida in corsa e in una situazione disperata. Perché lui e non un italiano? Abbiamo preso chi pensavamo potesse aver più fame e voglia di emergere. Per Nenad questa è una grossa occasione, di più che per altri tecnici italiani oggi disponibili."

 

Chiare le idee di Vucinic su mali e i rimedi per questa FulgorLibertas oggettivamente debilitata: "Per quanto ho potuto vedere dai filmati a questo team oggi manca mentalità vincente, fiducia nei propri mezzi e quadratura difensiva. Su queste tre pecche dovremo lavorare. Non sarà facile perché la squadra è stata rinnovata e io stesso sono nuovo ma se sapremo trovare giusta confidenza, impegnarci e difendere con intensità, sono convinto che ce la faremo. Ho vissuto situazioni ben più drammatiche di questa: quando lo scorso anno sono stato chiamato al Darussafaka, in A1 turca, il totale era di 12 perse e zero vittorie. Siamo riusciti a chiudere la restante parte della stagione con 7 vittorie su 11, però la salvezza non è arrivata."

 

Evidente l'obiettivo perseguito dalla FulgorLibertas con questo avvicendamento: sferzare la squadra con un tecnico di polso e temperamento, metter con le spalle al muro chi nelle precedenti uscite è apparso fuori sincrono rispetto alle indicazioni di Di Lorenzo. Per loro, e per tutta la rosa, all'orizzonte c'è una vera cura a base di "ferro". Roster in parte già conosciuto dal tecnico neozelandese: "In Turchia ho visto giocare Gordon. E' un ottimo atleta, sotto taglia ma potente; sono convinto possa fare molto di più di quanto fatto vedere. Ho visionato Goldwire quand'era in Grecia e già conoscevo Toppert per i suoi trascorsi in Nuova Zelanda. La squadra ha potenzialità, talento diffuso, ora si tratta di farlo esplodere. Nei prossimi 2-3 allenamenti mio obiettivo sarà quello di trasmettere spirito da battaglia, preparare i ragazzi dal punto di vista mentale. Domenica ci aspetta un buon team come Imola che ho visto domenica contro Scafati. Una squadra dotata di buonissimi giocatori. Detto questo per noi tutti gli avversari devono essere battibili."

 

Nato a Belgrado da padre montenegrino e madre croato-neozelandese, Vucinic compie i primi passi indossando la canotta da giocatore, guardia pura per l'esattezza: dopo aver militato nelle giovanili del Partizan con gente del calibro di Aleksandar Djordjevic, fa le prime esperienze tra i pro nel Radnicki Belgrado e Slavonka Osijek, poi il volo in Nuova Zelanda dove s'è stabilito da 18 anni militando anche nella Nazionale. Nel 1996 appende le Converse al chiodo e indossa la giacca da coach guidando per due volte non consecutive i Nelson Giants, quindi l'OKK Belgrado e il Kalev mentre nella scorsa stagione ha tentato, senza successo, il disperato salvataggio del team turco del Darussafaca. Dal 2001 al 2006 è stato vice allenatore e dal 2006 a tutt'oggi è capo allenatore della nazionale della Nuova Zelanda con la quale è riuscito a vincere il campionato Fiba dell'Oceania nel 2009 battendo in finale l'Australia. Ha due figli, uno di 21 attualmente in Nuova Zelanda dobve studia e una figlia che gioca a basket nel college USA della Louisiana Tech.

 

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Francesco Mazza


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