"Bastano due codici per bloccare la costruzione di nuove moschee"

"Bastano due codici per bloccare la costruzione di nuove moschee"

"Bastano due codici per bloccare la costruzione di nuove moschee"

RAVENNA - Per bloccare la realizzazione di una moschea a Ravenna basterebbero due piccole modifiche al codice dei Beni culturali. E' quanto riferito dal Tavolo di lavoro sulle moschee, che nel capoluogo bizantino studia l'ipotesi di aprire un centro islamico. Basterebbe dire che "le confessioni acattoliche munite del Patto di intesa con lo Stato italiano potranno costruire o destinare edifici alle pratiche di culto se previsti e concordati nel patto medesimo".

 

Niente Patto, niente edificio religioso, nemmeno una sala di preghiera. E allora ecco un problema: l'Ucoi in Italia il Patto con lo Stato non ce l'ha, ma controlla il 75% delle moschee esistenti. E siccome "non si possono di certo radere al suolo", come osserva Patrizia Zaffagnini, presidente del Tavolo di lavoro sulle moschee, ecco l'integrazione: "Saranno considerati come edifici privati aperti al pubblico e sottoposti alle disposizioni normative in materia, comprese quelle di edilizia igienico-sanitaria, abitativa, fiscale, di controllo e sicurezza da parte degli organi preposti".

 

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Su queste modifiche al codice dei Beni culturali del 2004, il Tavolo lavora dall'11 settembre, data scelta non a caso. Come non a caso e' stato deciso di illustrare i risultati proprio oggi, anniversario della Dichiarazione dei diritti umani. "Il diritto a professare la propria fede e' sacrosanto, ma va contemperato con la tutela dei fondamentali diritti della persona cosi' come riconosciuti nei principi della nostra Costituzione e nelle convenzioni internazionali sottoscritte e ratificate dalla Repubblica", spiega Zaffagnini. Di qui l'idea di spostare il fuoco dall'allarme fondamentalismo alle possibili soluzioni normative al problema delle prediche fuori controllo.

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