Bellaria: "Ain’t no sunshine" alla 36A Spazio Gallery

Bellaria: "Ain’t no sunshine" alla 36A Spazio Gallery

BELLARIA - Sabato 12 luglio, a partire dalle 22.00, a Bellaria presso 36A spazio gallery, la galleria-atelier del fotografo e video artista Silvio Canini, sarà presentato Ain't no sunshine.

 

Il video, della durata di 3 minuti, ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria del concorso CortoDoc, sezione del Bellaria Film Festival 2008, riservata ai film documentari inediti di durata inferiore ai 10'. La giuria del concorso CortoDoc , composta da lettori del Mucchio Selvaggio e del sito Sentieri Selvaggi, ha così motivato il premio: "per la potenza evocativa dell'immagine unita alla semplicità e all'immediatezza dell'espressione narrativa".

 

Il titolo del corto è ispirato alla canzone omonima, nell'interpretazione di  Bill Withers, che ne è anche colonna sonora. Girato con una  videocamera installata su una  bicicletta, Ain't no sunshine è una narrazione che si snoda linearmente raccontando la spiaggia, (già protagonista nelle sue possibili declinazioni di tante opere di Silvio Canini), dall'inizio alla fine della stagione balneare. In essa si muove e agisce un'umanità varia:  pulsante  nei mesi che precedono la preparazione all'estate, affollata e frenetica nell'alta stagione, più rarefatta e lenta  con il sopraggiungere dell' autunno.

 

Una ricerca sulla linearità del tempo e sulla sua determinatezza che l'artista ha iniziato nel 2002 con gli scatti per Venditori d'ombra, lavoro fotografico confluito in un libro, prefatto da Vinicio Capossela, dedicato alla vita chiassosa e colorata della Riviera Romagnola.

 

In contemporanea, alle pareti della galleria, è esposta la mostra We are open, che percorre le fasi salienti della ricerca artistica di Silvio Canini, attraverso i lavori che hanno dato vita a tre importanti realizzazioni editoriali, alternati ad alcune immagini di reportage dalla Cina e da Israele.

 

Una retrospettiva degli ultimi dieci anni che vede come punto di partenza gli scatti americani confluiti nel volume We are open (1998), in cui Roberta Valtorta ha riconosciuto la smitizzazione dell'unicità del "momento decisivo".  A questi seguono i lavori per  Venditori d'ombra e le foto per Mare di Silenzio, edito da Damiani nel 2005.

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