Bellaria Film Festival, incontro con il regista Krzysztof Zanussi

Bellaria Film Festival, incontro con il regista Krzysztof Zanussi

BELLARIA - Nell'agosto del 1980 gli scioperi nei cantieri di Danzica in Polonia furono la scintilla che diede vita non solo al sindacato libero Solidarnosc ma anche a un movimento culturale e di popolo che ha cambiato la faccia dell'Europa.

 

A trent'anni da quell'evento, il Bellaria Film Festival ricorda quella stagione con una rassegna, W Solidarnosc, che presenta i prodotti più significativi di quel periodo definito dal regista Zanussi "una drammatica irruzione della realtà".

 

I nomi degli autori presenti nella rassegna W Solidarnosc disegnano una mappa del grande cinema polacco. A partire da Andrzej Wajda, con i due film dedicati al tema: L'uomo di marmo - girato nel 1977, subito dopo l'ondata di scioperi e proteste che, l'anno prima, aveva portato all'arresto di oltre 1000 persone - e L'uomo di ferro, realizzato nel 1981, all'indomani della nascita del sindacato. Bellissimo il primo che, incrociando le storie di una giornalista nei Settanta e di un operaio degli anni '50, disegna l'orizzonte in cui nasce e cresce Solidarnosc. Meno riuscito il secondo, ma ricco di quell'urgenza con cui la realtà preme per farsi spazio attraverso la finzione. Un'appendice la ritroviamo nel siparietto girato da Wajda per il film collettivo Solidarnosc Solidarnosc.

 

Del 1981 è anche Destino cieco di Kristzof Kieslowski, un film televisivo uscito nelle sale alcuni anni dopo. Realizzato prima del Decalogo, anticipa i temi del grande cinema di Kieslowski, il dubbio se l'uomo sia libero oppure determinato, nelle sue scelte, dalle ragioni storiche e dalle circostanze quotidiane.

 

Di tutt'altro tenore il film di Kazimierz Kutz, La morte è come un pezzo di pane, rimasto nel '94 chiuso dentro i confini polacchi, rifiutato dai festival internazionali. Kutz sceglie di raccontare con grande forza epica un episodio drammatico avvenuto nel 1981 a Katowice, importante città della Slesia: la morte di nove minatori uccisi dall'esercito mentre erano asserragliati in sciopero nella miniera di carbone di Wujek all'indomani della proclamazione della legge marziale.

 

C'è anche l'oggi, in rassegna. E' rappresentato dal bellissimo Revisited di Krzysztof Zanussi, che sceglie di gettare un ponte tra passato e presente andando a ritrovare i protagonisti dei suoi film più celebri e invitando il giovane Stefan a porre loro le domande che Dostoevskij chiamava "maledette": da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo. Tra i fattori della realtà, c'è Solidarnosc, inestricabilmente legata all'identità dell'uomo polacco.

 

Il regista polacco sarà a Bellaria Igea Marina sabato 5 giugno. Alle ore 10 verrà proiettato il documentario breve From Solidarnosc to freedom, che riassume in modo suggestivo la storia e le immagini di quegli anni. Dopo il film, alle ore 11, seguirà un Incontro con Krzysztof Zanussi, che verrà intervistato dal giornalista Roberto Fontolan. Porterà il suo saluto Jaroslaw Mikolajewski, direttore dell'Istituto Polacco Cultura. Ha detto Zanussi: "E vediamo bene come si torna a Solidarnosc, nei film girati nell'epoca della libertà: con una certa nostalgia. Perché le scelte in quei momenti avevano un colore forte, contrastato. E adesso non è più così".

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