Bellaria: tantissimi i cittadini presenti a ''Il rumore del silenzio''

Bellaria: tantissimi i cittadini presenti a ''Il rumore del silenzio''

BELLARIA - Una grande folla ha riempito, sabato scorso, la sala al primo piano della Biblioteca Comunale in cui si è svolto "ISTRIA FIUME DALMAZIA. IL RUMORE DEL SILENZIO", un incontro promosso dall'Amministrazione Comunale per mantenere viva la memoria delle foibe e della drammatica esperienza dei 300.000 esuli italiani provenienti, a partire dal 1944, dal confine orientale.

 

Una curiosità ed un interesse che ben riflettono la sete di verità che, finalmente, sta lentamente scalfendo l'oblio in cui l'esodo della popolazione italiana dell'Istria e della Dalmazia è rimasto immerso per troppo tempo.

Un interesse che si è tradotto nelle decine di persone presenti all'appuntamento, con la sala preposta addirittura insufficiente a contenerle, tanto che in molti hanno assistito in piedi all'incontro, catturati non solo dal racconto, ma anche dal coraggio e dalla dignità della Signora Cernecca. E'stata lei infatti, avvalendosi anche dei preziosi riferimenti storico-geografici offerti dal ricercatore Gigi D'Agostini, l'indiscussa protagonista di "ISTRIA FIUME DALMAZIA. IL RUMORE DEL SILENZIO".

 

Introdotta da un sentito intervento da parte del Presidente del Consiglio Comunale Maria Laura Domeniconi, davvero toccante è stata la testimonianza di Nidia Cernecca: l'uccisione del padre, ordinata dagli ufficiali di Tito quando era ancora bambina, l'esodo forzato dalle terre dell'infanzia, le difficoltà e la sofferenza, poi, di un'esistenza da straniera in patria, la voglia di avere giustizia quando la caduta del Muro di Berlino ha offerto insperate possibilità. Ma anche l'assenza, nell'animo di Nidia Cernecca, di un bisogno di vendetta, poiché "di odio ce n'era già stato troppo". Fino al calvario giudiziario che l'ha vista addirittura sul banco degli imputati.

Un dramma umano e sociale, che, raccontato in prima persona da chi l'ha vissuto sulla propria pelle, ha dato un volto e una voce alle immagini sbiadite proiettate sullo sfondo: la fuga forzata, l'abbandono delle case, la vita umiliante nei campi di raccolta.

 

E una speranza, pronunciata con la stessa fermezza da Nidia Cernecca: "La battaglia per dare dignità ai nostri morti, stabilire la colpevolezza dei nostri carnefici e offrire la nostra vicenda alle pagine della storia così com'è stata, finirà quando finalmente la comunità internazionale e il mondo diplomatico riconosceranno sia le vittime che i colpevoli del dramma da noi vissuto. Solo allora la nostra lotta, che passa anche attraverso questi incontri con i cittadini, vedrà la fine di un capitolo importante, rendendoci finalmente reduci e non più combattenti."

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -