Bellaria: un museo archeologico? Si può fare

Bellaria: un museo archeologico? Si può fare

Bellaria: un museo archeologico? Si può fare

Da volenterosi bellariesi, riuniti nell'Associazione del Dire e del Fare, nasce la proposta di creare a Bellaria un museo Archeologico. Il presidente Gianpaolo Vasini, ha concesso un'intervista a Romagna Oggi per illustrare il loro progetto.

 

Presidente, perché questo nome per la vostra associazione?

È un nome che ci vincola tantissimo, perché normalmente quando nascono queste associazioni o questi comitati di persone che si ritrovano insieme, è facile cavalcare la tigre con nomi ridondanti. Noi ci siamo messi un obiettivo e un limite allo stesso tempo. Del dire perché è facile parlare, del fare perché è facile essere criticati dagli altri e vediamo quindi lo specchio delle due parti, oltre le parole vogliamo far seguire i fatti.

 

Quando nasce la vostra associazione?

È un'associazione giovane, nata circa un anno fa e abbiamo già ottenuto dei risultati interessanti per un territorio come Bellaria. A oggi contiamo 30 membri

 

Per la fiera di Sant'Apollonia con un vostro stand avete presentato alla cittadinanza il vostro progetto per un museo archeologico a Bellaria. Mi può dire qualcosa di più?

Rientra nei progetti della nostra associazione, prima di tutto come ricchezza, come un punto di eccellenza che non tutti hanno e che noi fortunatamente, avendo la conoscenza ed un territorio ricco di queste cose, fino ad esso è stato poco valorizzato.

 

Una Bellaria archeologica che forse neanche i cittadini conoscono?

Ne abbiamo avuto dimostrazione durante la fiera di Sant'Apollonia, con il nostro stand. Quando illustravamo il progetto del museo archeologico, molta gente rimaneva a bocca aperta. La conferma è arrivata anche dal direttore del museo di Rimini che ha confermato la ricchezza di reperti bellariesi (esposti e non) presenti nel loro museo.

 

Ci sono dei reperti pregiati?

C'è un attestato militare di epoca romana che è esposto al Louvre. Bellaria è una zona che ha dato come frutti dei reperti importanti dal momento che c'è questo pezzo al Louvre. Ci sono poi delle urne cinerarie, dei marmi.

 

Qual è la zona di ritrovamento della maggior parte dei reperti?

La zona della chiesa di Bordonchio. C'erano degli insediamenti rurali e l'importanza del nostro territorio, deriva dal fatto che era attraversata dalla via Popilia. Non solo attraversamento ma punto di partenza di una strada consolare romana. Nella zona di Cesenatico, poco tempo fa una Università inglese ha iniziato degli scavi e hanno portato alla luce un tratto di strada consolare largo 6 metri. Questo vuol dire che in altre realtà ci si muove con lo stesso obiettivo di realizzare qualcosa e ci riescono. A Bellaria è già difficile far venire fuori che abbiamo questa ricchezza.

 

Secondo lei è per disinteresse del cittadino o della pubblica amministrazione

Penso che le cose marcino di pari passo perché non abbiamo ancora acquisito la consapevolezza di quello che abbiamo per tanti aspetti, soprattutto per quello che come valore aggiunto possiamo dare a chi viene ad usufruire delle ferie qui perché non si vive solo di sole e ombrellone.

 

Avete già una pensato ad una sede per il museo?

Come associazione ci siamo confrontati tra di noi e abbiamo presentato al comune un progetto di fattibilità, elaborato con la collaborazione di Christian Tassinari, archeologo bellariese, forti anche del fatto che nel frattempo abbiamo contattato il presidente dei musei di Rimini che si è detto ben disposto, a far sì che i pezzi bellariesi in loro possesso, tornino a Belluria, anche se in via temporanea. Come sede temporanea avremo degli spazi all'interno della Biblioteca che attualmente è in fase di restauro e per l'inaugurazione in primavera troveremo spazio per esporre un po' di materiale.

 

Mi ha parlato della via Popilia e del lavoro fatto a Cesenatico. C'è un progetto per "scavare" la via Popilia anche a Bellaria?

Nel progetto che abbiamo dato al comune, abbiamo evidenziato un aspetto didattico che vorremmo portare avanti e sensibilizzare ulteriormente chi abita a Bellaria. Parlo di un progetto didattico atto a far sì che nelle scuole si parli di questa cosa e di iniziare una piccola campagna di scavi per far per fare in modo che gli studenti possano vedere dove partiva questa strada. Eventualmente, tra le altre cose, sarebbe bello far passare il trenino estivo anche da lì.

 

La Bellaria archeologica consisterà solo nel tratto di via Popilia eventualmente riportato alla luce ed il museo oppure c'è dell'altro?

In altre parti del territorio sono già venuti alla luce dei ritrovamenti, anche nella zona della Cagnona dove si pensa che ci fossero degli insediamenti rurali.

Il fatto di far sì che a Bellaria si possa portare alla conoscenza di tutti la storia delle nostre radici attraverso questi reperti archeologici, non vuole far altro che arrivare di munirci di una carta di tutela archeologica del territorio. Questo vuol dire che ci saranno dei vincoli per far in modo che durante le nuove costruzioni, anche l'aspetto archeologico non venga tralasciato. Vogliamo che questa sia una bandiera sotto cui si riconoscono tutti, che aggreghi e non crei fazioni. È una cosa nuova che nel territorio di Bellaria ancora non c'è.

 

Nel vostro stand era presente anche il modellino di una fontana, mi parli anche di questo progetto. Ci siamo rivolti a Tonino Guerra, tutore della bellezza, e a Bellaria secondo noi ce ne vorrebbe tanta. Abbiamo iniziato dalla persona che forse ha più a cuore questa cosa, quindi di partire in grande e ha realizzato l'idea della fontana di cui abbiamo esposto il modellino. Abbiamo pensato ad una fontana che potrebbe essere il traino ad altre cose belle in modo che Bellaria diventi visibile. Abbiamo portato Tonino Guerra a fare un giro per Bellaria e ha individuato che il posto migliore dove poter posizionare la fontana sarebbe piazza Matteotti. Questa è un'idea, ma se l'amministrazione comunale o qualche sponsor decide di posizionarla in un altro luogo di Bellaria, non abbiamo preclusioni.

 

Mauro Manaresi

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