Ben venti associazioni ambientaliste riunite per dire "no" alla nuova E45-E55

Ben venti associazioni ambientaliste riunite per dire "no" alla nuova E45-E55

Ben venti associazioni ambientaliste riunite per dire "no" alla nuova E45-E55

RAVENNA - In vista del parere della Commissione VIA nazionale atteso per quest'estate sul rifacimento del tratto esistente dell'E45 e la costruzione del nuovo tratto E55, per un unico collegamento tra Roma e Mestre i comitati e le associazioni ambientaliste mettono insieme tutti i soggetti contrari all'opera in sei regioni. Su iniziativa di CAT (Comitati Ambiente e Territorio) e Rete NO-AR (NO Autostrada Romea), sabato 17 luglio si sono ritrovate a Bologna dieci organizzazioni.

 

Si tratta di associazioni che lungo l'intero tracciato da Orte a Mestre si battono contro "una delle "grandi opere" più costose e devastanti progettate in Italia", dicono. Altre dieci organizzazioni hanno già aderito al fronte comune che conta, così, su di una ventina di soggetti pronti a dare battaglia. Tra queste l'adesione di organizzazioni di livello nazionale come il Movimento 5 Stelle e Legambiente.

 

"Il 17 luglio 2010 segna una data importante per i movimenti che nelle 6 regioni attraversate dal nuovo asse autostradale (Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Veneto) si battono contro la realizzazione della Mestre-Orte. Tutti hanno convenuto sulla necessità immediata di mettere in sicurezza la E45 e la SS309 Romea e scongiurare la realizzazione di un doppione dell'Autostrada del Sole" spiegano.

 

"A Bologna il raduno di quanti fra comitati, associazioni e organizzazioni, sono contro la Romea commerciale, ha visto una partecipazione che ha superato ogni più rosea aspettativa rispondendo all'appello lanciato da CAT e Rete NO-AR e dimostrando la volontà di un ragionamento interregionale ed unitario per fermare un'opera da 10 miliardi e mezzo di euro che stravolgerà per sempre aree come le valli dell'Appennino centrale, il fragilissimo ecosistema del delta del Po e, nel Veneziano, sfigurando completamente la Riviera del Brenta".

 

E spiegano: "Le alternative ci sono: la messa in sicurezza della Romea, la messa in sicurezza della Reale con esclusione del passaggio nei centri abitati (tratto Ravenna - Argenta) ed il potenziamento del traffico ferroviario, meno invasivo ed inquinante del traffico commerciale su ruote. Sulla Orte-Mestre pesa un velo di silenzio impenetrabile. Per squarciare il silenzio, le venti organizzazioni hanno pianificato un organico scambio di informazioni, una campagna informativa nazionale così come nazionale sarà l'appello agli enti e alle forze politiche coinvolti. Nascerà a breve un manifesto unitario cui seguiranno azioni comuni di contrasto lungo tutto l'asse del tracciato".

 

Tra le associazioni e Gruppi locali a Ravenna hanno già aderito al progetto NO AR le associazioni

Amici di Beppe Grillo di Ravenna, Associazione Collettivo Byzantium Onlus, Attac Ravenna e Gruppo RavennaViva.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Barny
    Barny

    Cosa vuole dire "messa in sicurezza della romea". allargarla? oppure? Gia attraversa zone molto particolari, in che modo soi pensa di interveire senza andare ad incidere sul territorio?

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -