Bertinoro, elezioni. La lista "Sinistra per Bertinoro" distribuisce garofani

Bertinoro, elezioni. La lista "Sinistra per Bertinoro" distribuisce garofani

BERTINORO - In vista delle elezioni, la lista "Sinistra per Bertinoro" guidata da Silvia Federici gioca la carta dell'anti-fascismo. In lista ci sarà anche Anna Damassa, nipote di uno degli antifascisti uccisi a Bertinoro. Nella mattina del 1 maggio sono organizzati banchetti con i candidati della Lista Sinistra per Bertinoro e la distribuzione dei garofani a Bertinoro centro, Santa Maria Nuova Spallicci, Fratta Terme e Capocolle.

 

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Scrive in una lettera Damassa: "Il 1° maggio 1944 i fascisti lasciarono a Bertinoro il loro messaggio di morte, cinque onesti cittadini vennero prelevati dalle loro case e fucilati all' ingresso del Paese dove oggi sorge un piccolo monumento ad essi dedicato. Sui muri delle case si trovarono scritte come "fin qui siamo arrivati", "sono arrivati i castigamatti di Verona", "cercasi comunista anche sorridente" perché uno dei caduti, sorridendo, gettò in faccia ai carnefici tutto il suo disprezzo e parole di speranza nella giustizia a venire. Non fu mai fatta giustizia perché nessun fascista, di cui pure si conoscevano i nomi, subì alcuna pena se non qualche giorno di carcere e quindi rimessi in libertà. Oggi, per rendere giustizia a quei caduti e, con essi, a tutti i martiri della Resistenza, seviziati, fucilati, deportati, umiliati ed offesi, è necessario richiamare in vita quei valori morali, civili e sociali per i quali essi hanno dato la vita. Indignamoci di fronte alle menzogne che vengono ogni tanto lanciate contro antifascisti e partigiani e diciamo a gran voce che essi furono, sono e saranno punto di riferimento ed orgoglio per noi e per le generazioni future. Il 1° maggio resti Festa del Lavoro, non si cerchi di cancellarla con motivazioni più o meno meschine. Il lavoro e l'antifascismo sono valori inalienabili assieme al rispetto umano ed alla libertà; festeggiarli vuol dire sentirli propri, vuol dire cercare di realizzarli sempre e ovunque. Per Bertinoro il 1° maggio non è solo rimpianto per i suoi caduti, ma impegno a mantenere vivi i valori per i quali essi hanno lottato e dato la vita. Oggi nel mondo e vicino a noi esistono cose intollerabili di fronte alle quali non si può rimanere inerti, l'indifferenza è il peggiore dei mali, non possiamo dire: "non posso farci niente" non è vero, possiamo fare molto, se apriamo gli occhi, vediamo dove sono i torti e possiamo scegliere la strada per affrontarli togliendo potere a chi offende il Paese ridandogli quella dignità che l' antifascismo e la Resistenza gli avevano conquistato con decenni di lotta e sacrifici".

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