BERTINORO - I 'Pomeriggi del bicchiere': il programma

BERTINORO - I 'Pomeriggi del bicchiere': il programma

BERTINORO – Il programma dei “Pomeriggi del Bicchiere”, apprezzata serie di appuntamenti a Palazzo Ordelaffi che offorno l'occasione di trascorrere alcune ore conversando con autori di fama nazionale, ascoltare buona musica e assaggiare le proposte di ristoranti e aziende vinicole locali.


DOMENICA 10 dicembre 2006 ore 15.30

"Il giorno ch'io muoia, sotterrami presso una vite, che con le sue vene m'innaffi l'esanimi ossa". Ben pochi sarebbero capaci di riconoscere nell'autore di questi versi (autentica dichiarazione d'amore per il vino) nientemeno che uno dei maggiori poeti arabi del nono secolo: Abu Nuwas.
È una delle molteplici scoperte che potrà compiere il lettore dell'interessantissimo Religioni, globalizzazione e culture del vino, di Mauro Manaresi (Edizioni Clueb) che l'autore stesso presenterà a Bertinoro domenica 10 dicembre.
La prima parte del libro è dedicata al «vino nelle religioni monoteiste». Le annotazioni storico-geografiche s'accompagnano ad un esame delle regole religiose con un attento e documentato itinerario. Se per gli ebrei «salvo casi particolari, il vino non è propriamente proibito», con i cristiani esso, oltre a non essere condannato, «viene anche ad assumere una valenza positiva fortemente simbolica», mentre nella civiltà islamica è al centro di una "sana" contraddizione, in quanto «nel Corano il vino non è sempre stato giudicato negativamente» (ed alla sua condanna si è giunti «da un iniziale giudizio positivo»).
Negli ultimi anni il mondo, sotto la spinta della globalizzazione, è diventato molto piccolo; grazie alla tecnologia le distanze si sono ridotte e ciò ha permesso a diverse culture, in molti casi distanti migliaia di chilometri, di entrare in contatto quotidiano fra loro. Il vino da sempre ha svolto un ruolo fondamentale all'interno delle diverse culture e civiltà. Data la sua diffusione e il ruolo assunto nelle varie culture, il vino può essere utilizzato quale elemento utile ed efficace per analizzare la relazione fra culture locali e globalizzazione.
Nel momento storico presente in cui si getta legna sul fuoco del contrasto di civiltà, un lavoro così accurato e prezioso come questo volume può portare "acqua" al mulino del dialogo pacifico fra le genti, usando proprio quel vino che «è un punto di partenza, un punto comune fra diversi popoli su cui tentare di confrontarsi»,
Mauro Manaresi si è laureato nel 2001 in Economia e Commercio presso la facoltà di Economia dell'Università di Bologna, e nel 2005 in Sociologia per il Terziario Avanzato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna.
È Professionista di Marketing e collabora con Il Corriere Vinicolo, per cui ha realizzato diversi articoli. Ha pubblicato Zucchero d'uva: impieghi e prospettive, Clueb, Bologna 2005; Il Bursôn: l'uomo, la vite, il vino, Il Ponte Vecchio, Cesena 2005.
L'incontro con la musica vedrà l'esibizione della soprano Sylvia Angelini che, accompagnata al pianoforte da Elena Giovannini, interpreterà, con la sua voce particolarmente calda ed espressiva, un ricco repertorio da Mozart a Verdi.
Il piacere dell'assaggio sarà invece a cura del Ristorante La Grotta e dell'Azienda Vitivinicola Campo Del Sole.

DOMENICA 17 DICEMBRE 2006 dalle ore 14.00

"I Pomeriggi del Bicchiere", per un appuntamento, si trasformano in "Il Bicchiere in Rocca" e si trasferiscono alla Rocca di Bertinoro che, per un pomeriggio, apre le porte al pubblico. Sarà così possibile visitare il piano nobile del Centro Universitario e il Museo Interreligioso, mentre ai piedi del Rivellino stand di prodotti bertinoresi e un intrattenimento musicale con un omaggio a Frank Sinatra animeranno il pomeriggio.
Alle ore 17.30 sarà poi ospite Lilli Gruber che presenterà il suo "America anno zero" (Rizzoli).
Quante facce ha l'America? Cinque anni dopo la tragedia dell'11 settembre, tre dopo l'invasione dell'Iraq e uno dopo l'uragano Katrina, Lilli Gruber va alla riscoperta del Paese da cui dipende il destino del mondo. Visita le sue città, da New York capitale globale alla moribonda Detroit, prostrata dalla crisi dei colossi dell'auto, da Portland e San Francisco, culle del pensiero ecologista, a Los Angeles, inesauribile fabbrica dei sogni e degli incubi di Hollywood, e New Orleans devastata dalla furia della natura e dall'incuria degli uomini. Incontra politici ed economisti, attrici impegnate e studiosi venerabili, generali ribelli, veterani di guerre inutili, maghi delle nuove tecnologie, ex pirati redenti di Wall Street, clandestini idoli delle folle, avvocatesse che difendono terroristi, preti gay paladini dei poveri, spie irachene, talebani cinesi, scrittrici travestite da uomo, leggende del giornalismo d'inchiesta, fondamentalisti cristiani, premi Oscar controversi, patriarchi del jazz, guru dell'ambiente, madri coraggio, futurologhe che leggono lo schermo di cristalli liquidi.
Dopo aver dedicato i tre libri precedenti all'approfondimento dell'esplosiva realtà mediorientale, oggi Lilli Gruber ci aiuta a riscoprire una nazione in guerra con se stessa: un Paese che si batte contro gli abusi del potere di Washington in nome di quell'America che abbiamo sempre amato, l'America della libertà e dei sogni che si possono realizzare. E che oggi ha bisogno di un nuovo inizio, un "anno zero" da cui ripartire per ricostruire un'immagine deformata dagli stereotipi e dalle caricature dell'era Bush.
Lilli Gruber è giornalista professionista dal 1982. Nel 1987 diventa la prima donna in Italia a condurre un tg di prima serata. Nel 1994 passa alla conduzione del Tg1 delle 20.00. Continuerà a lavorare come inviata all'estero e a condurre gli Speciali sulla politica internazionale e i viaggi del Papa, che segue nel 2000 in Terra Santa e in Siria.
Tra gli eventi seguiti, oltre ai ripetuti viaggi in Medioriente (Siria, Libano, Israele, Giordania, Iraq): la guerra nella ex-Jugoslavia, i test nucleari francesi a Mururoa nel Pacifico, le elezioni parlamentari e presidenziali in Iran, gli attacchi terroristici alle Torri Gemelle e al Pentagono dell'11 settembre 2001 e l'anniversario della tragedia nel 2002, la crisi irachena e la guerra contro l'Iraq. Resta a Bagdad per tre mesi.
Su quell'esperienza nell'ottobre 2003 pubblica il libro "I miei giorni a Bagdad", edito da Rizzoli, che diventa un best-seller di oltre 100mila copie.
Nel Novembre 2003 le viene consegnata dal Presidente Ciampi la onorificenza di Cavaliere OMRI come giornalista inviata in Iraq, dove ritorna per il primo anniversario della guerra.
E' parlamentare europea, membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, membro della Commissione per gli affari esteri. Presidente della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, membro della delegazione per le relazioni con l'Iran, vicepresidente dell'Intergruppo Stampa, Comunicazione e Libertà. Ha aderito come indipendente al gruppo del PSE

DOMENICA 7 gennaio 2007 ore 15.30

Dopo la pausa per le festività natalizie i Pomeriggi del Bicchiere riprenderanno a Palazzo Ordelaffi con Marcello Fois.
Fois è uno dei più apprezzati romanzieri italiani, un vero scrittore di razza. Di lui il giornale Le Monde ha scritto: " Marcello Fois scrive romanzi di un'aspra bellezza, come la terra in cui è nato e da cui proviene, con la forza particolare di una scrittura che mescola l'italiano e il dialetto sardo, facendo percepire quasi carnalmente i paesaggi, lo spirito e le contraddizioni ".
Ma Fois non è solo romanziere di grande talento e sensibilità. Sue sono le sceneggiature di fortunati serial televisivi come "Distretto di polizia" e di film come "Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni", valorizzato da una intensa e partecipe Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Ilaria. Uno scrittore a tutto tondo, uno dei pochi in Italia, che della scrittura abbia potuto fare un vero e proprio mestiere.
L'appuntamento con Fois è per domenica 7 genanio quando lo scrittore presenterà il nuovo romanzo " Memoria del vuoto".
Nel romanzo, edito da Einaudi, si narra la vita e le molte morti di Samuele Stocchino, che la leggenda nera del banditismo sardo battezzò «la tigre d'Ogliastra»: figlio devoto, giovane innamorato, eroe di guerra, bandito spietatissimo.
La storia inizia una notte del gennaio 1902, sotto una luna chiara e fredda. Un semplice torto — un sorso d'acqua negato a due viandanti — e Samuele, che non ha nemmeno sette anni, si trova davanti al suo destino, segnato dalla «solitudine, la morte degli affetti, il ringhio della vendetta…».
A soli sedici anni Samuele Stocchino partecipa alla campagna di Libia, dove il suo corpo impara a uccidere con naturalezza. Nella Grande Guerra rischia più volte di morire e sempre resuscita, con ferocia.
Braccato, temuto, imprendibile, nel lungo periodo della latitanza Samuele Stocchino diventa «la tigre d'Ogliastra», una figura epica in bilico tra l'agiografia popolare e la mitologia del banditismo: il terrore dei possidenti che non vogliono abbassare il capo, l'uomo nero che le mamme usano come spauracchio, il bandito su cui, per volontà del Duce, pende la taglia più alta mai fissata per un ricercato.
E la vita di Samuele Stocchino, personaggio storico e leggendario, risulta infine immersa, con una naturalezza originaria, in una vasta narrazione simbolica che è, essa stessa, una domanda senza risposta.
Il pomeriggio sarà anche l'occasione per apprezzare un Marcello Fois in versione di poeta. L'autore ha infatti appena dato alle stampe per i tipi della Einaudi "L'ultima volta che sono rinato".
Nei poemetti di questo libro Marcello Fois rievoca alcuni grandi poeti e scrittori da lui particolarmente amati: Esenin, Withman, Eliot, Nouveau, Delfini, Atzeni. Le loro vite e le loro morti, le loro ossessioni e il loro stile. Quello che può apparire da un lato come un omaggio sentimentale, dall'altro come un esercizio mimetico-trasformistico, in realtà va senz'altro oltre ogni lascito poetico e ogni funambolismo di scrittura. Nei sei poemetti lirico-narrativi e nella poesia che chiude il volume ad essere modulata è una sola potente voce: la voce dell'autore, impegnata nella ricerca di pronunciare quella "memoria del vuoto", quel legame tra l'esistente e il non esistente che costituisce il più oscuro, ancestrale ciclo della vita. E in questo Fois ricollega i suoi versi ai temi e ai nodi più profondi della sua narrativa.
Seguirà l'incontro con la musica in cui verrà proposto percorso fra i brani classici più importanti di Musica da Camera per flauto e pianoforte interpretato da Elisa Venturini (flauto) e Franco Venturini (pianoforte).
A solleticare i palati penseranno infine i cuochi del ristorante Altopalato e i vini prodotti dalla Tenuta Villa Trentola.

DOMENICA 14 gennaio 2007 ore 15.30

C'è qualcosa che non va nella cultura italiana. E' il "conformismo diffuso, l'ovvio dei popoli, il velluto di ipocrisia collettiva che sembra avere coperto con una specie di indiscusso canone artistico, intellettuale e spettacolare l'Italia contemporanea, in ragione del quale tutti sono d'accordo con tutti, e nessuno obietta mai niente."
Edmondo Berselli, dopo il successo ottenuto con Post-italiani, inizia con queste premesse la sua nuova critica corrosiva al "regime ferreo degli infallibili" vigente fra gli intellettuali italiani, un modo di essere che inibisce qualsiasi critica autonoma e fuori dal coro. Perché, si chiede l'autore in "Venerati Maestri" (Mondadori), tutti leggono Baricco e nessuno dice di ammirarlo? Perché nella nicchia degli opinionisti non si legge "Il codice Da Vinci" e non si comprano i romanzi di Andrea Camilleri?
Quel senso comune e quel conformismo che dominano le questioni di gusto nel nostro Paese nascono, secondo Berselli, da un'arruffata formazione culturale che insegnava a dividere il mondo in due. Sopra una certa linea c'era la cultura buona, ovvero il progresso, la "rottura di scatole a fini di riscossa estetica o proletaria"; quella era la consapevolezza, la coscienza, la cultura "avanti, oltre, all'avanguardia". Sotto la linea invece, c'era la classifica bassa, il mondo del passato e della tradizione, il vecchiume volgare e inconsistente. L'egemonia culturale era ben rappresentata dai volumi Einaudi, con quelle bianche copertine accecanti che poi si ritrovavano ben inscaffalati alle spalle di Nanni Moretti nei suoi film cult "Ecce Bombo" o "Bianca". Proseguiva con il rigore implacabile di Norberto Bobbio e dell'intellighenzia azionista torinese, si sdoppiava con la nascita dell'elegantissimo editore Adelphi. Poi via via si è materializzata nei film ideologici di Bernardo Bertolucci, dal libro sessantottino "Porci con le ali". La cultura dominante ha poi imposto "Innamoramento e amore", di Alberoni. Che botta quella, scrive Berselli. E' lì che si disse: "Qui bisogna fare i conti con i Pooh". Con qualcosa di più terra terra.
Berselli, con tocco comico, si scaglia contro la cultura dominante smascherando fatuità e sciocchezze dell'industria culturale odierna.
Berselli sarà a Bertinoro domenica 14 gennaio con questo suo libro ironico e divertente, che non risparmia nessuno degli idoli culturali della società italiana, da Benigni a Dario Fo (che con i suoi pistolotti pedagogici sul più bello rovinava fantastiche gag dialettali), al professor Claudio Magris ritratto nella sua Trieste alle prese con il Corriere che gli chiede l'ennesimo autorevole articolo. Eccoli qui i venerati maestri di quest'Italia incerta fra sinistra e destra: Eco, Cacciari, De Gregori e Battiato, Mieli e Ferrara. Personaggi col complesso di superiorità, pensieri forti divenuti deboli, ritratti con veemente ironia da un autore in grande spolvero.
Edmondo Berselli è direttore della rivista di cultura e politica "il Mulino" e editorialista dell' "Espresso" e della "Repubblica". Ha pubblicato: Post-italiani. Cronache di un paese provvisorio, Quel gran pezzo dell'Emilia eIl più mancino dei tiri.
Nel 2003 il suo saggio Post-italiani. Cronache di un paese provvisorio, ha suscitato un ampio dibattito, ed è stato giudicato una delle interpretazioni più personali e riuscite della realtà contemporanea.
Completeranno il pomeriggio brani di A. Piazzolla, Gershwin, N. Rota e autori di spirituals eseguiti da Cristina Roffi (voce e sassofono), Monica Gatta (flauto) e Paola del Giudice (pianoforte), mentre il piacere dell'assaggio sarà curato dall'Enoteca Colonna e dall'Azienda vitivinicola La Viola.

DOMENICA 21 gennaio 2007 ore 15.30

C'è un filo rosso tra l'appuntamento inaugurale di questa edizione dei Pomeriggi del bicchiere in cui Mauro Manaresi è chiamato a parlare del vino in rapporto alle religioni e quello previsto per domenica 21 gennaio. E sarà Luciano Caro, Rabbino Capo della comunità ebraica di Ferrara ad approfondire il tema de "Il vino nella tradizione ebraica".
A lui il compito anche di spiegare l'apparente approccio contradditorio al mondo del vino da parte dell'ebraismo. Nella Bibbia esso ha infatti un posto di primo piano ed il suo uso è attestato in tutte le feste, ma se da un lato, infatti, le Scritture lo elogiano in quanto –come affermato dal salmo 104- "rallegra il cuore dell'uomo", dall'altro lato se ne denuncia anche l'ambiguità a motivo dell'ebbrezza che esso può provocare.
"Contraddizione" ripresa anche dal cristianesimo, che massimamente valorizza il frutto della vite (furono tra l'altro i monaci a tramandare la coltivazione della vite nel vituperato medioevo) fino a farne figura stessa. del sangue di Cristo. Ma, accanto a ciò, non mancano anche qui le messe in guardia (basti penare all'epistolario paolino) sull'uso smodato del vino.
Seguirà il concerto "Simple Music" eseguito da Roberto Galvani (Mandolino, Violino, Bouzouki), Alfredo Magnanelli (Piastre, Percussioni), Mattia Maggioli (Violoncello), Margherita Marsciani (Violino,) Marta Olivieri (Pianoforte, Auto Harp, Piastre, Percussioni), Filomena Galvani (Violino e Piastre), Nicola Matteini (Viola da Gamba), Daniele Salvatore (Flauti, Percussioni, Auto Harp), Cristian Giannini (Chitarre).
Il pomeriggio si concluderà con le proposte culinarie del Museo Enoteca Ca' de Be e dell'azienda vitivinicola Vini Pregiati Celli.

DOMENICA 28 gennaio 2007 ore 15.30

Alain Elkann è un nome noto: ed è noto anche il suo volto perché - conduttore controtendenza di talk-show - spesso lo vediamo sullo schermo mentre, più che mai coerente a se stesso, stempera con sommo garbo le intemperanze dei suoi celebri ospiti. Nato a New York da padre francese e madre italiana, è un trilingue naturale che ha eletto la sua cittadinanza nel mondo, ma nel mondo che conta. Giornalista che sigla su La Stampa - e non solo - le interviste agli accessibili ed agli inaccessibili, scrittore dai molti romanzi, Elkann è anche colui che, nel libro-intervista "Vita di Moravia", tradotto in oltre quindici lingue, ha raccolto le asserzioni ultime del più famoso autore contemporaneo italiano.
Alain Elkann sarà a Bertinoro domenica 28 gennaio per presentare "L'invidia", edito da Bombiani.
L'invidia è un sentimento che cresce lentamente. Uno scrittore-giornalista, per una serie di incontri casuali e di circostanze, viene travolto da una curiosità sempre più ossessiva per un famoso artista: Julian Sax. Vorrebbe conoscerlo, intervistarlo, ma sembra che vi sia attorno al grande pittore uno schermo protettivo che ne impedisce il contatto. Quando finalmente lo scrittore riuscirà a vederlo, verrà sorpreso da un imbarazzo e da una timidezza tali da non riuscire neppure a parlargli. Sarà sua moglie, l'affascinante e sensuale Rossa, a portarlo da Tony's, il piccolo tea-room a Londra dove Sax trascorre alcune ore della sua giornata, accompagnato da figli, modelle e amici.
La libertà e la consapevolezza del talento di Sax suscita un sentimento sempre più insistente e profondo di invidia nel protagonista, fino alla gelosia per il timore che sua moglie Rossa possa soccombere al fascino di quel seduttore, un lupo con gli occhi azzurri e penetranti, che attira le donne, le ritrae e le abbandona. Come finirà la storia? In un susseguirsi imprevedibile di passioni, di colpi di scena, di sentimenti contrastanti, Elkann, in questo nuovo romanzo, ritrova il filone narrativo di "Il padre francese" in cui realtà e finzione coinvolgono il lettore in una storia vissuta da personaggi che non potrà dimenticare.
Seguirà la Italian Swing Band che proporrà un divertente confronto fra i classici della canzone jazz d'Oltre Oceano e l'ironica, quanto geniale, fusione tra swing e "canzonetta" che ebbe come capiscuola Renato Carosone e Fred Buscaglione.
Il piacere dell'assaggio sarà infine curato dall'Osteria La Serafina e dall'Azienda Vitivinicola Bissoni.

DOMENICA 4 FEBBRAIO – ore 15.30
E' un vero e proprio viaggio straordinario nell'Appennino romagnolo quello che propone Miria Gasperi nel suo "Boschi e vallate dell'Appennino romagnolo " edito dalla Società editrice "Il Ponte Vecchio" di Cesena. Trecento pagine sontuosamente illustrate con un ricchissimo apparato fotografico a colori sulle tracce di piante, animali, uomini e paesi che caratterizzano questo lembo di territorio.
Il libro verrà presentato dall'autrice domenica 4 febbraio a conclusione dei Pomeriggi del Bicchiere.
"Quest'opera – spiega l'autrice – nasce da un'esperienza didattica rivolta ad un gruppo di ragazzi della scuola media nel tentativo di recuperare la consapevolezza del patrimonio territoriale della zona". Da quell'esperienza, ulteriormente ampliata, è poi nato il libro che si è arricchito di numerosi altri capitoli che vanno ad abbracciare tutti gli aspetti naturalistici, storici ed etnografici delle montagne e delle colline romagnole. E così accanto alle bellezze della natura, a volte selvaggia, ma spesso plasmata dall'uomo e dalle sue attività ecco descritti anche i borghi, le dimore storiche e quelle rurali che testimoniano lo stretto rapporto fra l'uomo e il suo habitat. Particolarmente interessante è la parte dedicata al "girotondo dell'Appennino" in cui si suggerisce un percorso a tappe alla scoperta del territorio che va dalla sorgente dell'Arno a quella del Tevere passando attraverso le cinque vallate dell'appennino forlivese.
Miria Gasperi è nata a Forlì e risiede a Predappio. Insegna microbiologia e chimica degli Alimenti all'Istituto tecnico "G.Marconi" di Forlì e collabora a diversi gruppi scientifici istituiti dalla Regione Emilia Romagna e dall'Istituto Regionale di Ricerca Educativa di Bologna per progetti didattici.
"Soundtracks" è il titolo dello spettacolo musicale che seguirà. Viviana Corrieri, accompagnata al pianoforte da Gian Marco Gualandi, proporrà un programma completamente imperniato sulla grande musica da film. Una suggestiva carrellata tra splendide melodie scritte da grandi compositori come Ennio Morricone, Henry Mancini, Burt Bacharach e tanti altri; un percorso musicale capace di sollecitare le sensazioni più diverse e coinvolgere emotivamente qualsiasi tipo di pubblico; un concerto elegante e raffinato come del resto è nelle corde di questi due artisti abituati a parlare un linguaggio sofisticato e al tempo stesso di grande impatto comunicativo.
L'ultimo piacere dell'assaggio sarà affidato al Ristorante Belvedere e all'Azienda vitivinicola Budellacci.

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