BERTINORO - Letteratura: Edmondo Berselli oggi ai 'Pomeriggi del bicchiere'

BERTINORO - Letteratura: Edmondo Berselli oggi ai 'Pomeriggi del bicchiere'

BERTINORO - C'è qualcosa che non va nella cultura italiana. E' il "conformismo diffuso, l'ovvio dei popoli, il velluto di ipocrisia collettiva che sembra avere coperto con una specie di indiscusso canone artistico, intellettuale e spettacolare l'Italia contemporanea, in ragione del quale tutti sono d'accordo con tutti, e nessuno obietta mai niente."


Edmondo Berselli, dopo il successo ottenuto con Post-italiani, inizia con queste premesse la sua nuova critica corrosiva al "regime ferreo degli infallibili" vigente fra gli intellettuali italiani, un modo di essere che inibisce qualsiasi critica autonoma e fuori dal coro. Perché, si chiede l'autore in " Venerati Maestri" (Mondadori), tutti leggono Baricco e nessuno dice di ammirarlo? Perché nella nicchia degli opinionisti non si legge "Il codice Da Vinci" e non si comprano i romanzi di Andrea Camilleri?


Un libro provocatorio, un vero pugno nello stomaco al conformismo di una certa intellighenzia che Berselli avrà l'occasione di esporre ampiamente domenica 14 gennaio a Bertinoro in occasione dei Pomeriggi del Bicchiere a Palazzo Ordelaffi a partire dalle 15.30
Quel senso comune e quel conformismo che dominano le questioni di gusto nel nostro Paese nascono, secondo Berselli, da un'arruffata formazione culturale che insegnava a dividere il mondo in due. Sopra una certa linea c'era la cultura buona, ovvero il progresso, la "rottura di scatole a fini di riscossa estetica o proletaria"; quella era la consapevolezza, la coscienza, la cultura "avanti, oltre, all'avanguardia". Sotto la linea invece, c'era la classifica bassa, il mondo del passato e della tradizione, il vecchiume volgare e inconsistente. L'egemonia culturale era ben rappresentata dai volumi Einaudi, con quelle bianche copertine accecanti che poi si ritrovavano ben inscaffalati alle spalle di Nanni Moretti nei suoi film cult "Ecce Bombo" o "Bianca". Proseguiva con il rigore implacabile di Norberto Bobbio e dell'intellighenzia azionista torinese, si sdoppiava con la nascita dell'elegantissimo editore Adelphi. Poi via via si è materializzata nei film ideologici di Bernardo Bertolucci, dal libro sessantottino "Porci con le ali". La cultura dominante ha poi imposto "Innamoramento e amore", di Alberoni. Che botta quella, scrive Berselli. E' lì che si disse: "Qui bisogna fare i conti con i Pooh". Con qualcosa di più terra terra.


Berselli, con tocco comico, si scaglia contro la cultura dominante smascherando fatuità e sciocchezze dell'industria culturale odierna.
Berselli sarà a Bertinoro con questo suo libro ironico e divertente, che non risparmia nessuno degli idoli culturali della società italiana, da Benigni a Dario Fo (che con i suoi pistolotti pedagogici sul più bello rovinava fantastiche gag dialettali), al professor Claudio Magris ritratto nella sua Trieste alle prese con il Corriere che gli chiede l'ennesimo autorevole articolo. Eccoli qui i venerati maestri di quest'Italia incerta fra sinistra e destra: Eco, Cacciari, De Gregori e Battiato, Mieli e Ferrara. Personaggi col complesso di superiorità, pensieri forti divenuti deboli, ritratti con veemente ironia da un autore in grande spolvero che, per l'occasione si confronterà con Paola Saiani.
Edmondo Berselli è direttore della rivista di cultura e politica "il Mulino" e editorialista dell' "Espresso" e della "Repubblica". Ha pubblicato: Post-italiani. Cronache di un paese provvisorio, Quel gran pezzo dell'Emilia eIl più mancino dei tiri.


Nel 2003 il suo saggio Post-italiani. Cronache di un paese provvisorio, ha suscitato un ampio dibattito, ed è stato giudicato una delle interpretazioni più personali e riuscite della realtà contemporanea.
Completeranno il pomeriggio brani di A. Piazzolla, Gershwin, N. Rota e autori di spirituals eseguiti da Cristina Roffi (voce e sassofono), Monica Gatta (flauto) e Paola del Giudice (pianoforte), mentre il piacere dell'assaggio sarà curato dall'Enoteca Colonna e dall'Azienda vitivinicola La Viola che per l'occasione farà degustare anche "Il Colombarone", sangiovese superiore che recentemente è stato premiato al concorso internazionale " L'etichetta biglietto da visita del territorio". Il Concorso ha premiato quelle etichette che, dal punto di vista grafico e informativo, riescono meglio a promuovere il territorio di produzione del vino e di ciascun altro prodotto agroalimentare, comunicandone con immagini e/o parole le peculiarità e le eccellenze. Una commissione di esperti ha valutato le oltre 500 etichette partecipanti al concorso a Bossolasco (Cn) presso la Comunità Montana Alta Langa ( www.agropiemonte.it ).


Le aziende vincitrici sono state premiate presso il castello di Cisterna d'Asti (At).

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"Il Colombarone - racconta Stefano Gabellini, titolare della tenuta La Viola - è il vino che l'azienda ha voluto dedicare all'Ospitalità della sua terra. Un legame così forte che nell'etichetta del "Colombarone", un Sangiovese Superiore, è raffigurato e sintetizzato il gesto che i viandanti, molto spesso pellegrini che si recavano a Roma, usavano fare in epoche passate. Arrivati a Bertinoro, si avvicinavano alla Colonna dell'Ospitalità e lì legavano il loro cavallo ad uno degli anelli della colonna. Ad ogni anello corrispondeva una famiglia del paese che subito si apprestava a dare ospitalità al forestiero. La cultura dell'Ospitalità continua a vivere fra le famiglie di Bertinoro e quello che era un costume di un tempo è diventata una festa nella quale si rivivono quei gesti in compagnia di un buon vino".

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