Bertinoro: per restaurare la pieve di Polenta spunta la multinazionale Mapei

Bertinoro: per restaurare la pieve di Polenta spunta la multinazionale Mapei

Cantiere aperto alla pieve di Polenta

C'è anche Mapei Spa, leader mondiale nel settore degli adesivi, sigillanti e prodotti chimici per l'edilizia, nel raggruppamento di enti, pubblici e privati, impegnati nel recupero della millenaria pieve bertinorese di Polenta, cantata dal Carducci e considerata un gioiello storico e architettonico. "L'azienda - informa un comunicato - riconferma l'attenzione che da sempre rivolge all'arte e alla cultura, sponsorizzando i lavori di consolidamento della chiesa di San Donato in Polenta".

 

> LE FOTO DEL CANTIERE

 

Il gruppo milanese, composto da 63 aziende consociate con 56 stabilimenti produttivi operanti in 25 paesi nei cinque continenti, contribuisce gratuitamente al restauro con i suoi prodotti, garantendo l'assistenza tecnica in cantiere durante tutte le fasi d'intervento. "Mapei - precisa l'architetto forlivese Roberto Pistolesi, progettista e direttore dei lavori - mette a disposizione il materiale necessario per il consolidamento e il rinforzo strutturale del monumento".

 

La multinazionale lombarda s'inserisce così nel protocollo d'intesa firmato nel luglio 2009 fra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna, la Diocesi di Forlì-Bertinoro e il Comune di Bertinoro. L'intervento prevede la messa in sicurezza delle murature, del campanile e delle fondamenta della chiesa, oltre al ripristino della pavimentazione interna, per una spesa preventivata in 823 mila euro. Al momento sono coperti 580 mila euro, così finanziati: 180 dalla Fondazione, 100 dal Comune di Bertinoro e 300 dalla Diocesi.

 

Dopo aver rinforzato i basamenti, la ditta specializzata "Soles" è ora alle prese con l'abside e le colonne. I lavori proseguiranno con il campanile, che verrà definitivamente legato alla pieve con materiali in carbonio forniti da Mapei, per poi raggiungere le volte e le coperture. Il motivo dell'atavica instabilità di Polenta sta tutto nell'area di sedime, letteralmente imbevuta d'acqua. Correva l'anno 1999, ma sembra passato un millennio dal grido di dolore dell'ultimo parroco residente don Guerrino Valmori, che lamentava il degrado irreversibile del monumento.

 

Il sacerdote ha chiuso definitivamente gli occhi il 20 giugno 2004, ma già nel 2002 la Soprintendenza di Ravenna era intervenuta per puntellare la parete di sinistra del monumento, chiaramente spanciata verso l'esterno. Il provvidenziale intervento del gruppo milanese è quantificabile in almeno 20mila euro di valore, e viene a ridurre sensibilmente l'impegno finanziario complessivo. Anche se all'appello mancano ancora 200mila euro.

 

Mapei si è coinvolta nel restauro di Polenta anche per motivi affettivi: l'amministratore unico del gruppo Giorgio Squinzi e la moglie Adriana Spazzoli si sono uniti in matrimonio proprio nella chiesa dantesca. "Perché - suggerisce Pistolesi - non seguire l'esempio del patron Mapei, chiedendo un contributo, anche simbolico, alle migliaia di coppie da tutt'Italia che si sono sposate a Polenta?". Nel 1897, per risollevare la pieve dall'oblio, Carducci compose la celeberrima Ode, in cui si ricorda l'ospitalità ricevuta da Dante Alighieri da parte di Guido Da Polenta.

 

Il poeta bolognese aveva, infatti, ripreso la celeberrima "difesa" che il triumviro della Repubblica Romana Aurelio Saffi aveva pronunciato in una seduta del Consiglio Provinciale del 1889: "Quale italiano non vorrà conservata ed onorata una Chiesa dove Dante pregò?". Ora, A più di un secolo di distanza da quel salvataggio, per restituire smalto alla millenaria pieve, citata per la prima volta in un documento del 911, ci si potrebbe veramente affidare al buon cuore di chi, fra quelle storiche mura, ha coronato il suo sogno d'amore.

 

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Piero Ghetti


Commenti (2)

  • Avatar anonimo di montanaro
    montanaro

    Concordo pienamente. Nel nostro territorio esistono aziende specializzate in rinforzi in fibra di carbonio. Aziende con un'esperienza che affonda le radici in tempi Mapei produceva solo colle per piastrelle e poco più... Ma a Forlì si sa ciò che viene da fuori piace di più. Si fanno eccezioni solo per le aziende "rosse"... ma in questo settore non ve ne sono.

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    Mapei è semplicemente la più pubblicizzata. Ma è possibile che per ogni cosa accorrano ditte da fuori quando ce ne sono di altrettanto valide anche solo nella nostra città? Non pensiamo che le aziende dietro casa danno da mangiare alle nostre famiglie? Se per questo si deve pagare il prezzo della qualità certo che no, ma se quest'ultima fosse non da meno?Perchè? Non è così difficile.

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