Bertinoro, ritornerà ad una vita normale grazie al rene del fratello

Bertinoro, ritornerà ad una vita normale grazie al rene del fratello

Samuele Della Corna

BERTINORO - Dona un rene al fratello dializzato, per consentirgli un ritorno alla vita normale. Protagonista dello straordinario gesto è Mattia Della Corna, classe 1980, residente a Santa Maria Nuova di Bertinoro. Il gesto non è raro in Italia. Anzi, l'Aido lo raccomanda vivamente per l'alta compatibilità parentale, se non c'è altra soluzione alle viste. L'aspetto singolare di questa vicenda è che Mattia ha deciso di aiutare il fratello maggiore Samuele, nato nel 1974, da subito.

 

Lo ha fatto non appena i medici di nefrologia dell'ospedale forlivese "Morgagni-Pierantoni" hanno espresso la possibilità di un trapianto. Diventa addirittura eclatante se si considera l'ambiente di maturazione del gesto, la famiglia Della Corna, contesto in cui il dono di sé è veramente pane quotidiano. A Santa Maria Nuova non si parla d'altro: se anche gli ultimi esami clinici andranno bene, Samuele, primogenito di Francesco e Mariella, riceverà il rene a giugno. L'intervento, programmato al Sant'Orsola di Bologna, potrebbe veramente scrivere la parola fine ad un calvario che dura da troppo tempo. Samuele non si è mai ripreso del tutto da quel tremendo incidente stradale di cui rimase vittima nell'agosto 2002, nell'isola caraibica di Haiti, mentre stava per imbarcarsi sull'aereo che da Port au Prince l'avrebbe ricondotto in patria, al termine di 18 mesi di volontariato nelle fila della Fondazione Avsi di Cesena. Il giovane fu soccorso in condizioni disperate e aviotrasportato a Miami, in Florida, Stati Uniti. Nonostante la diagnosi infausta per le ferite riportate, dopo un mese uscì miracolosamente dal coma.

 

Fra Cesena e Forlì si accese una gara di solidarietà senza precedenti per aiutare i genitori del ragazzo a sostenere le enormi spese ospedaliere. Poi il ritorno a casa, la riabilitazione, il recupero di gran parte delle funzioni, senza però riuscire a ritornare quello che era. Nell'estate del 2009 "Samu" improvvisamente perde la funzionalità renale. Le cause? Forse il trattamento farmacologico conseguente all'incidente, molto pesante. Sta di fatto che i suoi preziosi filtri del sangue sono arrivati al collasso definitivo. Inizia la dialisi, ma "Samu" è sereno, sa che con l'innesto peritoneale potrà continuare ad insegnare religione alle elementari di Santa Maria Nuova. La dialisi la fa di notte a casa, in una camera antisettica attrezzatagli dal padre Francesco, un gigante di carità, fondatore dell'Avo-Associazione Volontari Ospedialieri di Forlì e Forlimpopoli ed esponente di spicco del volontariato cattolico.

 

Francesco è grande anche nell'umiltà: "Devo tutto a mia moglie". Francesco condivide con la moglie Mariella il merito di aver creato quest'oasi di amore cristiano alle porte di Santa Maria Nuova. Lui è di Cremona, lei di San Martino in Villafranca. Si sono conosciuti in Ciad, nel cuore dell'Africa, nei primi anni Settanta, durante un periodo di missione per le rispettive Diocesi. Con lo scoccare dell'amore matura anche la decisione di sposarsi, rientrare in Italia e mettere su una famiglia aperta, apertissima. Nella grande casa di via Bagalona, Francesco e Mariella hanno ospitato ed accudito fino a 19 persone alla volta, in aggiunta ai tre figli naturali (oltre a Mattia e Samuele c'è anche Lorenzo, classe 1976): giovani in affido, anziani, anche non autosufficienti, rimasti soli, minori in fuga da ambienti difficili.

 

Attualmente sono in nove: Francesco, Mariella, Samuele, due minori in affido, due giovani accolti in fasce e troppo legati a Francesco e Mariella per lasciare quella casa, un'anziana vivacissima e di grande simpatia, Adriana, un altro ventenne che si è pure trovato un lavoro, ma che non se ne vuole proprio andare da quel clima d'amore così innaturale ai nostri tempi. A Natale, l'ultimo miracolo di Casa Della Corna: i medici curanti annunciano a Samuele che, contro ogni previsione, può mettersi in lista per il trapianto. Mattia, due figlie piccole e un passato da ginnasta, si fa avanti subito, senza incertezze: massima compatibilità di parametri con "Samu". Francesco condivide la straordinaria solidarietà fra i suoi ragazzi: "Samuele è figlio di tutti, delle tante persone da tutt'Italia che ci consentirono di salvarlo quando stava morendo. Mai delegare: ognuno di noi deve fare tutto quello può, per se e per gli altri".

 

Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    Francesco è una dell persone piu' buone che abbia mai conosciuto in vita mia e veramente a casa sua si respira la condivisione e l'accoglienza per tutti. Un esempio che andrebbe citato tutti i giorni di fronte a tanta pochezza di azioni solidali che il mondo fa verso chi ha bisogno.Il fatto che Mattia faccia questa scelta non mi meraviglia perchè è nel loro DNA spendere la vita per chi ha bisogno.Complimenti a tutta la famiglia e.... Forza ragazzi!!!!!

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