BIAGI - Bortolazzi (Pdci): ''Grande commozione''

BIAGI - Bortolazzi (Pdci): ''Grande commozione''

BOLOGNA - “Ho appreso con grande commozione e dolore della scomparsa di Enzo Biagi, un grande uomo prima ancora che un grande giornalista. Con Biagi scompare una delle ultime voci che hanno attraversato e raccontato il secolo scorso, dagli anni bui della dittatura fascista fino alla rinascita morale e civile del nostro Paese con la Resistenza, la Costituzione e la Repubblica”. E’ la prima reazione di Donatella Bortolazzi, consigliere regionale dei Comunisti italiani, alla morte del giornalista e scrittore Enzo Biagi.


“Mi piace ricordare – aggiunge la Bortolazzi - il Biagi nato sull’Appennino bolognese da una famiglia di umili origini, il Biagi che a 23 anni rifiuta l’arruolamento nelle bande assassine della Repubblica di Salò e si unisce ai partigiani, il Biagi che il 21 aprile del 1945 entra nella Bologna appena liberata e annuncia la fine della guerra dai microfoni della Pwb, il Biagi presidio della libertà, dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione anche negli anni ben più recenti del vergognoso ‘editto bulgaro’ di Berlusconi”.


“La grande dignità e la levatura morale di Enzo Biagi sono tutte contenute nelle parole che pronunciò proprio la sera di quel 18 aprile del 2002, durante la sua trasmissione ‘Il fatto’ – afferma ancora la consigliera -: di fronte all’arroganza dell’allora Presidente del Consiglio, che si era permesso di attaccare con tanta pervicacia e volgarità uno dei maestri del giornalismo italiano, Biagi rispose che era meglio ‘essere cacciati per aver detto qualche verità’ piuttosto che ‘restare a prezzo di certi patteggiamenti’”.


“Era tornato da poco in televisione Enzo Biagi, esattamente a cinque anni dalla sua ultima apparizione e – ricorda la Bortolazzi -, non a caso, era voluto ripartire proprio dalla Resistenza e dai valori dell’antifascismo, bussole quotidiane di una vita al servizio della libertà di informazione. Per il legame che Enzo Biagi ha sempre avuto nei confronti della terra che gli aveva dato i natali mi sento di avanzare subito alla Regione Emilia – Romagna la proposta di intitolare proprio al grande giornalista la sala radio-tv della nostra Assemblea Legislativa. Un segnale tangibile e concreto che noi non dimentichiamo la sua lezione di vita e di etica civile”.


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