Regione, approvato il bilancio da 12 miliardi. Bonaccini: "Puntiamo alla piena occupazione"

"La piena occupazione- spiega- è l'obiettivo primario per l'Emilia-Romagna. Sono già presenti segnali di ripresa. La nostra regione nel 2014 ha avuto il maggiore incremento, comparato alle altre regioni italiane, sull'export (4,2%)"

Con il voto favorevole dei consiglieri del Partito democratico e di Sinistra ecologia e libertà, e il voto contrario di Lega nord, Movimento 5 stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Altra Emilia-Romagna, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato i il bilancio 2015 e altri provvedimenti economici di programmazione. A inizio seduta, il relatore di maggioranza, Roberto Poli (Pd), aveva illustrato i punti cardine della manovra, da complessivi 12 miliardi di euro: “Nessun aumento delle tasse, taglio ai costi di funzionamento dell’Ente, 460 milioni di euro per il sostegno alle persone non autosufficienti, 76 milioni per il trasporto pubblico, 42 milioni per la difesa del territorio, 10 milioni in più per la cultura, 7,5 milioni per Expo”. Ancora: “2,5 miliardi di euro fino al 2020 di fondi strutturali europei, 8 miliardi per la sanità e la tutela della salute, 28 milioni per gli stipendi dei lavoratori delle Province”.


BONACCINI - “Tornare alla piena occupazione in Emilia-Romagna”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è intervenuto in Aula in chiusura della discussione generale sul Bilancio di previsione 2015. “La piena occupazione- spiega- è l’obiettivo primario per l’Emilia-Romagna. Sono già presenti segnali di ripresa. La nostra regione nel 2014 ha avuto il maggiore incremento, comparato alle altre regioni italiane, sull’export (4,2%)”; sono poi previsti finanziamenti importanti “sull’internazionalizzazione delle imprese, rivolti anche alle aziende di piccole dimensioni, oltre a investimenti per sviluppare i settori principali del nostro sistema economico: agricoltura, manifatturiero, turismo e terzo settore”. “L’Emilia-Romagna- prosegue il presidente della Giunta- è in grado di attrarre e di utilizzare i finanziamenti europei: con l’approvazione, tra pochi giorni, dei tre piani collegati ai fondi Ue, metteremo a disposizione del sistema produttivo regionale 2,5 miliardi di euro per l’innovazione e la ricerca, per i giovani e le aree disagiate”. Inoltre, “entro la fine di maggio verrà firmato, in accordo con le forze sociali, il patto per il lavoro” e “presto, come da programma, verrà inaugurata una cabina di regia volta a sburocratizzare il sistema lavoro”.


OPPOSIZIONIUn Bilancio criticato dalle opposizioni: “Molte parole, finanziamenti a pioggia e nessuna discontinuità rispetto al passato”. Nel corso della discussione sono stati esaminati 33 emendamenti e 7 ordini del giorno. Tutti respinti gli emendamenti. I 7 presentati dal Gruppo Ln erano finalizzati a trasferire risorse dal People mover al Servizio ferroviario metropolitano di Bologna e da capitoli giudicati politicamente e finanziariamente da ridimensionare – come la creazione di aree sosta e transito per i nomadi, la realizzazione di centri di accoglienza e di alloggi per gli immigrati, il servizio di noleggio, locazione e leasing del parco auto della Regione, il contributo regionale per la Fondazione Arturo Toscanini e la Fondazione nazionale della danza – a favore di capitoli che, ad avviso dei consiglieri Ln, necessitavano di risorse aggiuntive: ricostruzione post sisma, attività produttive, internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane.Il Gruppo M5s ha presentato 12 emendamenti, fra i quali quelli su l’abrogazione del capitolo per il finanziamento del People mover e il blocco del trasferimento di fondi allo Stato per la costruzione della Cispadana, con conseguente trasferimento dei risparmi ottenuti per potenziare il trasporto ferroviario e la mobilità sostenibile, la riduzione dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali, l’istituzione di un fondo a favore delle piccole e micro imprese, nel quale far confluire i risparmi sui costi della politica, e il riordino delle società partecipate dalla Regione.

Il Gruppo Fdi ha presentato 14 emendamenti, il più significativo dei quali finalizzato a limitare alla soglia massima del 20% la quota di alloggi di edilizia residenziale pubblica da assegnare ai cittadini stranieri, onde evitare il monopolio determinatosi nell’assegnazione di questa delicata tipologia di alloggi pubblici. Finalizzati a dare “un preciso segnale politico”, infine, gli emendamenti per trasferire finanziamenti dal capitolo di spesa per la realizzazione di strutture di accoglienza a quello finalizzato al potenziamento delle strutture socio-assistenziali.

Il Gruppo AltraER, cofirmatario, assieme ai consiglieri M5s, degli emendamenti contro People mover e Cispadana, ha in tal modo formalizzato il dissenso alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali, ritenuta antitetica rispetto all’impegno della maggioranza di bloccare il consumo di suolo, pubblicamente manifestata nel corso dell’esame del bilancio nelle commissioni assembleari.

Sugli emendamenti presentati contro il trasferimento di fondi dalla Regione al Comune di Bologna per la costruzione del People mover, così come, del resto, per quelli contro la realizzazione della Cispadana, al momento del voto si è registrata la convergenza del Gruppo Sel con i Gruppi Ln, M5s, Fi e AltraER, in dissenso sulla realizzazione delle due opere. Dopo la bocciatura, da parte del Gruppo Pd, degli emendamenti contro il People mover, la seduta è stata interrotta a causa delle contestazioni provenienti dal pubblico che assisteva ai lavori dell’Aula.

Commenti (1)

  • Chi ha votato PD, se avesse un minimo di onestà intellettuale (mi rendo conto che è un'ipotesi forte...), dovrebbe chiedersi: preferisco che vengano spesi soldi per i campi rom, per i centri accoglienza immigrati, per fondazioni musicali e di danza, oppure per la ricostruzione post-sisma, per sostenere ed incentivare le imprese, per migliorare le infrastrutture ed i trasporti? Se preferiscono la spesa per le prime voci, allora hanno votato correttamente. Se preferiscono le seconde voci, allora il partito per cui hanno votato non rispecchia il loro orientamento e, alle prossime elezioni, non dovrebbero votarlo più. Però sappiamo tutti che - nonostante la stragrande maggioranza dei pidioti ricada, sotto sotto, nella seconda casistica - alle urne obbediranno bovinamente come sempre.

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