Blitz nella 'Banca del nero': spunta il commercio di diamanti

Blitz nella 'Banca del nero': spunta il commercio di diamanti

Si susseguono dettagli e retroscena dopo la clamorosa retata che sabato all’alba ha portato all’arresto di dieci persone e all’azzeramento dei vertici della Banca di credito e risparmio di Romagna a Forlì e di quelli della Asset Banca a San Marino con l’accusa di riciclaggio di denaro nero. E nella giornata di domenica gli inquirenti hanno scoperto anche una ‘partita’ di 20 diamanti e 300mila euro destinata alla banca sanmarinese e di proprietà di un milionario libanese.


I correntisti, non tanti ma comunque neppure pochi vista la notorietà di alcuni dirigenti della banca forlivese, possono stare tranquilli: da oggi la banca riaprirà l’unico sportello di viale Matteotti a Forlì, all’angolo con piazzale della Vittoria, e l’operatività dell’istituto di credito è stata garantita dalla Banca d’Italia con una nota ufficiale.


Va ricordato, però, che gli inquirenti hanno posto sotto sequestro 11 milioni di euro che la banca, aperta appena un anno e mezzo come baluardo della territorialità bancaria dopo la vendita della Cassa dei risparmi di Forlì al gruppo Sanpaolo (ora Intesa-Sanpaolo), possedeva in cassaforte.


Gli interrogatori dovrebbero scattare già dalla giornata di lunedì per poi essere approfonditi ed intensificati in quella di martedì, quando potrebbe essere sentito, tra gli altri, anche il presidente della Bcr, Vincenzo Dell’Aquila, che ricopriva anche il ruolo di presidente provinciale del Coni.


LE ACCUSE - Secondo gli inquirenti, la Banca forlivese offriva a diversi imprenditori, anche di rilevanza nazionale, un “servizio di riciclaggio” del nero, anche con trasferimenti materiali di capitali illeciti dall’Italia verso le casse della Asset di San Marino, stato extra-comunitario. Questi soldi venivano poi “sostituiti”, col negozio di deposito, tramite trasformazione in moneta scritturale, per poi essere ritrasferiti alla Banca di Credito e Risparmio di Romagna.


Movimenti difficili da rintracciare e da capire, che sono stati però ricostruiti minuziosamente durante questi mesi. Oltre ai dieci arrestati nell’inchiesta sono coinvolte anche altre 37 persone.


Quello che si contesta alla Bcr è di aver organizzato uno sportello italiano della Asset Banca, così da facilitare il trasporto del denaro distratto direttamente a San Marino. Da questo la lunga serie di pesanti accuse mosse verso i 10 arrestati. Gli altri indagati, invece, sono soprattutto imprenditori romagnoli che si sarebbero serviti di questo sistema per far scomparire parte degli introiti delle loro ditte. In aggiunta, poi, la Bcr avrebbe spesso concesso loro prestiti di importi pari alle somme distratte, così che potessero essere inserite nei bilanci delle stesse aziende come passivo.


La vicenda, tra l’altro, ricorda l’anomalo sequestro di Andrea Babbi, 38 anni, di Mercato Saraceno, avvenuto a San Marino il 16 novembre scorso, all’uscita della Asset Banca, agenzia di Dogana, dove l’uomo, commerciante di ortofrutta, aveva appena prelevato 130mila euro su cui poi gli inquirenti si sono concentrati per capirne la provenienza. Erano emersi strani movimenti di denaro da e per l’Inghilterra e, da subito, le indagini si sono concentrate sul conto corrente di Babbi, considerato un semplice “prestanome”. Indagato anche l’amico che aveva accompagnato l’uomo in banca, un agente immobiliare di Bassano del Grappa.


GLI ARRESTATI - A finire in manette Vincenzo Dell’Aquila (ai domiciliari), 70 anni, presidente della Banca di Credito e di Risparmio di Romagna, nonché presidente del Coni provinciale; Fabrizio Neri, 59 anni, direttore generale della stesso istituto ed ex dirigente del Credito Romagnolo; i consiglieri della Bcr Tristano Zanelli, 52 anni (anche presidente del Comitato del Credito), Stefano Venturini, 40 anni di San Marino (anche consigliere della Asset), Arnaldo Corbara (ai domiciliari), 78 anni, che ricopriva anchei ruoli di vice-presidente del Consiglio di Amministrazione e Procuratore speciale della Bcr, Gabriele Vignoletti (ai domiciliari), 70 anni, anche Procuratore Speciale della Bcr, e Valerio Abbondanza, 47enne di Mercato Saraceno, ma residente a Cesena; i riminesi Stefano Galvani, 44 anni, presidente del Collegio sindacale della Bcr, e Stefano Ercolani, 45 anni, presidente della Asset; Barbara Tabarrini, 37enne, residente a Santarcangelo di Romagna, direttore generale dell’Asset.

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