Bollette dell'acqua troppo costose, Ravenna è quarta in Italia

Bollette dell'acqua troppo costose, Ravenna è quarta in Italia

Bollette dell'acqua troppo costose, Ravenna è quarta in Italia

RAVENNA - L'acqua dolce di Ravenna e' tra le piu' "salate" d'Italia. Secondo un'indagine dell'associazione Altroconsumo, infatti, la citta' bizantina e' al quarto posto nella classifica nazionale delle bollette piu' care dell'acqua potabile. Secondo questa analisi, a Ravenna, la spesa annua per 200 metri cubi si aggira attorno ai 385 euro, cifra superata solo da Firenze, che con 448 euro e' la piu' cara d'Italia, Arezzo (440 euro) e Ferrara (388 euro).

 

A renderlo noto e' Sergio Covato, capogruppo An-Pdl a Palazzo Merlato, che spiega: "L'indagine prende a campione la spesa annua per 200 metri cubi di acqua, un parametro che si riferisce ad una famiglia media composta da tre persone e tiene conto delle varie componenti che incidono sulla bolletta e cioe' la quota fissa (6 %), l'iva (9%), la fognatura (12%), la depurazione (28%) e la materia prima, cioe' l'acqua (45%)".

 

"Il ravennate a parita' di servizi spende di piu' in bolletta di un suo vicino", afferma Covato, e sottolinea: "Appare incomprensibile che a Milano (la meno cara d'Italia, ndr) una famiglia paghi 110 euro all'anno e a Ravenna piu' del triplo con 385 euro". La responsabilita', secondo il capogruppo An-Pdl, e' del gestore.

 

 "La bolletta di Hera e' tra le piu' care d'Italia- attacca Covato- e la giustificazione che l'acqua che si beve a Ravenna, prima di giungere nei nostri rubinetti, deve percorrere piu' strada che altrove, con conseguenti costi di distribuzione piu' alti, non puo' valere". A smentire questa spiegazione sarebbe anzitutto il paragone con citta' simili dal punto di vista della posizione geografica, prosegue, ma soprattutto la considerazione del fatto che "a Ravenna la maggior parte dell'acqua proviene dai Nip (impianti di potabilizzazione) vicini al capoluogo, ed in minore quantita' dall'invaso di Ridracoli".

 

Infatti nel 2008, spiega il consigliere, "il 75 % dell'acqua e' stato assicurato dai Nip e il 25% da Ridracoli". La previsione per quest'anno, a detta di Covato, e' un 60% dai Nip e un 40% dall'invaso. Se le cose stanno cosi', il problema potrebbe, invece, essere di tipo gestionale: "Entrano in gioco diversi fattori che alla fine vengono scaricati in bolletta e sulle spalle dei cittadini", e che dipendono da "un'evidente situazione di monopolio della spa Hera".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -