BOLOGNA - 1977, 'Bifo': ''Noi di 'Radio Alice' fummo vittime di un'illusione''

BOLOGNA - 1977, 'Bifo': ''Noi di 'Radio Alice' fummo vittime di un'illusione''

Bologna, 11 mar. - (Adnkronos) - 'Bifo libero'. Fino a qualche anno fa era ancora possibile girare per la strade di Bologna e notare questa scritta su un muro o sulla colonna di un portico. Una richiesta, quasi uno slogan (oggi cancellato da mani di pittura) simbolo di quella rivoluzione mediatica che il 9 febbraio del 1976 fu sancita a Bologna dalla prima trasmissione ufficiale di 'Radio Alice'.

La radio, venne chiusa dai Carabinieri che fecero irruzione durante una trasmissione nell'appartamento di via del Pratello, il 12 marzo 1977, un solo giorno dopo la morte di Francesco Lorusso. Seguirono gli arresti. La radio riprese a trasmettere dopo circa un mese e sopravvisse per un paio di anni prima di essere ceduta a Radio Radicale.

Guardando ai giorni nostri, secondo il 'papa'' di Radio Alice, lo scenario catastrofico disegnato allora e' esattamente quello che corrisponde all'attuale "disastro ambientale, all'abisso di oggi in cui il nazismo ha ripreso a marciare e la borsa di Shangai annuncia la recessione imminente dei prossimi anni".

L'auspicio di Bifo, e' dunque, quello che si crei un grande "tsunami di diserzione. Non un movimento violento, ma un ritirarsi collettivo. Una diserzione dalla guerra, dal lavoro, dalla politica, dalla riproduzione, dal voto". Una sorta di sciopero sociale e di azione, silenzioso e pacifico da contrapporre, continua Bifo, "all'attuale forma mafiosa e criminale di capitalismo. Ad un potere che si regge su una catena corrotta di automatismi che non si possono cambiare".

"Dalla politica non possiamo aspettarci nulla" prosegue Bifo, convinto che da questo auspicabile 'vuoto', "si producano forme di comunita', frutto di un processo esistenziale, che ci permettano di uscire dallo stato attuale di cose, per crearne uno nuovo". Berardi parla di poi di "paralisi della socialita' nelle nuove generazioni", di disagio che colpisce anche i bambini piu' piccoli "incapaci di rapportarsi agli altri" e punta il dito sull'assenza del contatto fisico della comunicazione nel 'cyber-spazio', data dalle nuove tecnologie. Quella rete che, pero', sembra essere, almeno formalmente, la sola erede di quel prototipo di comunicazione orizzontale sperimentato da Radio Alice.

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