Bologna, aperti i lavori della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

Bologna, aperti i lavori della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

BOLOGNA - Con i lavori della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo si apre oggi a Bologna una settimana che vedrà la riunione degli stati generali dell'emigrazione della nostra regione. Da domani infatti si riuniranno, oltre ai Consultori, i presidenti delle 108 associazioni di emiliano-romagnoli nel mondo, provenienti da 24 Paesi e quattro continenti, per un confronto diretto sulle politiche ed i progetti relativi all'emigrazione, messi in campo sia dalla Regione che dalle associazioni stesse.


I lavori della Consulta - costituita da 52 membri in rappresentanza delle comunità all'estero, delle province della Regione, dell'Assemblea legislativa regionale, delle associazioni regionali che si occupano di emigrazione - sono stati aperti dalla relazione della presidente Silvia Bartolini.


"Quella dell'Emilia-Romagna è una comunanza che si rinnova - ha affermato la Bartolini - e che vede nel nostro modo di essere e nei nostri valori una base comune per operare. Il nostro compito è quello di tenere i rapporti con le comunità all'estero in modo nuovo e qualificato, sia celebrando la memoria dell'emigrazione sia dimostrando l'importanza di una rete di associazioni anche molto qualificate, guidate da presidenti che per le loro caratteristiche personali e professionali sono in grado di svolgere un ruolo di "ambasciatori" e di collegamento tra la Regione Emilia-Romagna e le realtà estere". 


La presidente ha inoltre ricordato che anche le associazioni presenti in Emilia-Romagna (Acli, Filef, ecc.) e che hanno rappresentanze all'interno della Consulta, sempre più collaborano con le Associazioni estere. "Un lavoro che va incrementato - ha commentato la Bartolini - perché l'associazionismo estero è il cuore dell'attività della Consulta". 


"Abbiamo inoltre l'obiettivo di sostenere la progettualità delle Associazioni - ha continuato la Bartolini - tenendo conto delle loro esigenze e senza snaturare ciò che sono. Le associazioni non sono ong, non sono imprese turistiche o sportelli per le imprese, ma sono la rete di collegamento tra la Regione e il mondo".


La Presidente ha poi ricordato i progetti in corso per il recupero della memoria, come la "Casa virtuale degli emiliano-romagnoli nel mondo" che accoglierà i materiali storici e di archivio delle singole associazioni e della Consulta, con l'obiettivo di diventare la vetrina virtuale del mondo associativo. Inoltre, il progetto sull'emigrazione femminile, che intende mettere in luce l'esperienza di tutta l'emigrazione femminile in ogni sua espressione.  

 

Domani si apriranno i lavori della Conferenza dei Presidenti delle associazioni di emiliano-romagnoli nel mondo e alle ore 18, presso le sale espositive della Fondazione Carisbo in Palazzo Saraceni (via Farini 15), sarà inaugurata la mostra "Architetti e ingegneri dell'Emilia-Romagna nel mondo", che presenta per la prima volta, attraverso  un percorso di 46 pannelli e un documentato catalogo, il genio costruttivo, ricco di passione civile, di quindici architetti, ingegneri, cartografi originari della nostra regione, che hanno lasciato all'estero testimonianze preziose, dalle fortezze caraibiche degli Antonelli inserite nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, alle chiese neoclassiche di Giuseppe Antonio Landi nell'Amazzonia Brasiliana, dal Palazzo delle Belle Arti di Adamo Boari a Città del Messico, alla Reading Room della British Library firmata a Londra da Antonio Panizzi.


La mostra resterà aperta fino al 22 ottobre, per trasferirsi poi a novembre alla VIII Biennale di Architettura di San Paolo del Brasile, e quindi nel marzo 2010 a Montevideo, città la cui piazza centrale è stata ideata dal reggiano Carlo Zucchi.

 

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