Bologna, caso Civis. Cofferati a testa bassa. Zamboni: ''uno scandalo''

Bologna, caso Civis. Cofferati a testa bassa. Zamboni: ''uno scandalo''

Bologna, caso Civis. Cofferati a testa bassa. Zamboni: ''uno scandalo''

BOLOGNA - E' un Sergio Cofferati a testa bassa quello che torna sul progetto Civis dopo che, martedì, è esploso l'ennesimo caso con lo stop arrivato dal ministero dei Beni culturali. Sotto gli affondi del sindaco di Bologna, intervenuto mercoledì mattina al convegno "Urbania", finisce non solo il Governo ma anche e soprattutto la Soprintendenza regionale ai Beni artistici e culturali, retta da Carla di Francesco.

 

Di fronte al parere arrivato da Roma, la Soprintendenza, ha rilevato il sindaco "non ne so nulla". Ma, ha incalzato il primo cittadino, "la Soprintendenza regionale che dice di non saperne nulla, ha partecipato alla Conferenza dei servizi che ha approvato, con il suo consenso, quel progetto". Ora, continua Cofferati, "aspetto dei chiarimenti, non solo dal Ministero ma anche dalla Soprintendenza della città e regionale.

 

Cofferrati si è assunto le proprie responsabilità. Tuttavia non digerisce le modalità con cui si sono scatenate le nuove polemiche sul Civis. "Il sindaco apprende dei giornali che ci sarebbe un impedimento a completare l'infrastruttura. Vi sembra normale? E' un elemento di buona politica? E' corretta relazione istituzionale?", si è interrogato.

 

Al Comune di Bologna, "non abbiamo nessuna comunicazione", ha ribadito Cofferati, e quello in campo da martedì è un dibattito del quale "noi non conosciamo nè i contenuti ne' gli elementi conclusivi". Quello di martedì non e' un semplice intervento a gamba tesa, ha tuonato il sindaco: "Si può dire di peggio". E infatti Cofferati ha parlato di "atto esplicito di ostilità verso un luogo nel quale invece le istituzioni hanno sempre agito, con la trasparenza del caso, insieme".

 

Il caso del parere contrario al Tram per Cofferati mette in evidenza un "modo inaccettabile di agire nei rapporti istituzionali a danno delle comunità". Un esempio in negativo, ha continuato il primo cittadino, "di come la politica non dovrebbe condizionare l'attività istituzionale", in cui si delineano "elementi sorprendenti". Qualcuno "mi deve spiegare, con argomentazioni -continua Cofferati- perche' quello che era stato deciso oggi non ha piu' senso".

 

Cofferati, quindi, ha invocato il "rispetto dei limiti delle proprie funzioni e competenze". Nessuno, ha ripetuto, ha comunicato all'amministrazione "ne' le disposizioni ne' gli orientamenti del Ministero. Non si puo' accettare questo modo di procedere".Modo che per Cofferati rappresenta una "malattia dalla quale bisogna provare a guarire". Infine, conclude il primo cittadino, il fatto che la notizia sia stata "offerta al dibattito da un parlamentare e' un anticipo nel peggiore dei modi possibili della campagna elettorale". Sul Civis Cofferati, comunque, intende continuare a dare battaglia: "Faro' tutto cio' che serve per difendere la comunita' che rappresento. Non escludo l'uso di nessuno strumento".

 

LO SFOGO DI ZAMBONI - Sulla questione è intervenuto anche l'assessore alla Mobilità, Maurizio Zamboni. "E' scandaloso e indecente che funzionari dello Stato possano diffondere notizie su procedimenti a tutto il mondo tranne che ai diretti interessati", ha tuonato. "E' un fatto che la dice lunga sul livello di strumentalizzazione politica e di guerra fra bande a cui si sono prestati degli organi tecnici", ha proseguito, sfogandosi contro i Comitati scientifici del Ministero che hanno bocciato il progetto e ora chiedono un ripensamento sul tratto del Civis nel centro storico di Bologna.

 

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L'assessore, pero', si è rifiutato di parlare di eventuali modifiche del progetto. "Prima devo ricevere gli atti dall'unico organismo preposto a farlo, ovvero la Soprintendenza regionale- ha affermato Zamboni -loro possono chiedere tutte le consulenze che vogliono, ma io voglio vedere il loro parere", prima di modificare qualcosa. E poi ha rivela: "Ia Soprintendente mi ha telefonato scusandomi,  e di questo la ringrazio, dicendomi che anche lei non aveva ricevuto nulla. Ma questo- ha precisato l'assessore- non cambia il mio giudizio".

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