Bologna: Cisl, aumentano le richieste di cassa integrazione

Bologna: Cisl, aumentano le richieste di cassa integrazione

BOLOGNA - Aumentano le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende bolognese. L'allarma arriva direttamente dal segretario provinciale della Cisl di Bologna, Alessandro Alberani, che ha illustrato i dati della crisi del capoluogo emiliano, a cominciare dal -6,7% sulla produzione industriale. Preoccupa il numero di aziende che a fine novembre hanno avviato le procedure di cassa integrazione straordinaria o di mobilità, ben 82, coinvolgendo circa 2.326 lavoratori: si tratta in particolare di aziende metalmeccaniche, di servizi, le chimiche e quelle del comparto grafico-cartario. 

 

E' un dato comunque in calo rispetto allo scorso anno, quando le procedure furono in totale 103 e oltre 2.400 i lavoratori mandati a casa. "Gli effetti della crisi economica-  ha spiegato infatti Fabrizio Ungarelli, responsabile delle politiche industriali e del lavoro - si fanno sentire sulla cassa integrazione ordinaria, la cui richiesta quest'anno è aumentata del 50%, per far fronte al calo delle commesse". Le ore autorizzate per Cigo sono infatti lievitate dalle 717.127 su base mensile del 2007 alle quasi 900.000 dei primi dieci mesi di quest'anno. Sono invece calate le ore di Cigs, passate dalle 118.200 dell'anno scorso alle 99.408 del 2007, nonostante il settore metalmeccanico abbia visto raddoppiare le ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria. 

 

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La Cisl, per correre ai ripari, chiede fin da subito la sottoscrizione di un "accordo quadro, con le parti sociali, per un utilizzo efficace ed efficiente dei finanziamenti europei al Fondo di sviluppo regionale". In particolare, il sindacato chiede maggiori sforzi per l'accompagnamento al credito in favore delle piccole imprese e più attenzione alla formazione professionale come attività strategica. Per quanto riguarda le famiglie, la Cisl ha registrato l'abbondante aumento dei prezzi nel novembre 2008 rispetto allo stesso mese dell'anno scorso: +3,9% gli alimentari, +1,2% l'abbigliamento, +2,6% i trasporti, +2% l'istruzione e +10% le bollette. Per questo motivo, la Cisl chiede un "esercizio di responsabilità". In primo luogo a Hera, affinché "metta mano ai servizi per migliorare la qualità - ha sostenuto Ungarelli - e allo stesso tempo contenere le tariffe".

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