Bologna, costituita l'Unione di Comuni Terre di pianura

Bologna, costituita l'Unione di Comuni Terre di pianura

BOLOGNA - «La Regione ha lavorato, in questi anni, per la valorizzazione istituzionale delle forme associative in più direzioni, formulando soluzioni innovative per lo sviluppo dei territori». Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale e Cooperazione con le autonomie locali Gian Carlo Muzzarelli intervenendo alla cerimonia di sottoscrizione ufficiale della costituzione dell'Unione "Terre di pianura". La nuova Unione nasce dalla precedente associazione di Comuni ed è formata dalle municipalità della bassa pianura bolognese di Baricella, Budrio, Granarolo e Minerbio.


«Con la legge regionale 10 del 2008, in un'ottica di autonomia ed efficienza del sistema, è stato applicato al massimo il principio di sussidiarietà riconoscendo - ha aggiunto l'assessore Muzzarelli - alle autonomie locali e funzionali un ruolo sostanziale nei servizi ai cittadini, respingendo ogni pulsione al centralismo regionale o al federalismo competitivo ed egoistico, nell'obiettivo di creare un forte governo a rete, definendo bene le responsabilità di ognuno».


Inoltre Muzzarelli ha ricordato che «anche alla luce della nascita dell'Unione Terre di Pianura, la Regione ha assicurato il proprio impegno stanziando anche per il 2010 ben 11 milioni di euro di risorse proprie per sostenere le Unioni dell'Emilia-Romagna».


Attualmente, le forme associative costituite in Emilia-Romagna sono 51, delle quali 30 sono Unioni di Comuni che rappresentano più della metà delle forme associative nel suo complesso. Queste forme associative coinvolgono, oggi, ben 303 Comuni sui 348 complessivi dell'Emilia-Romagna (il 93%), dei quali 51 hanno aderito ad Associazioni intercomunali, 88 sono ricompresi in Comunità montane, e 164 hanno costituito Unioni di Comuni.


I Comuni che non hanno aderito ad alcuna forma associativa sono solo 45, dei quali 11 con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti (sui 159 presenti in Regione). Il 93% dei Comuni piccoli risultano inseriti in forma associative. In particolare tutti i piccoli Comuni montani sono inseriti nelle Nuove Comunità montane e nelle Unioni derivanti dalle Comunità montane soppresse a seguito del processo di riordino territoriale 2008-2009 che ha ridotto le Comunità montane a 9, attualmente aumentate a 10 per l'ingresso della Comunità montana Alta Valmarecchia.


«I risultati raggiunti sono davvero incoraggianti - ha concluso Muzzarelli - e speriamo di proseguire ulteriormente per ottenere miglioramenti dei servizi e delle funzioni pubbliche nonché l'ampliamento dell'offerta di prestazioni come ad esempio l'urbanistica, per i servizi alla persona, gli acquisti e l'infrastrutture».

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