BOLOGNA - E' morto Beniamino Andreatta

BOLOGNA - E' morto Beniamino Andreatta

Bologna - E' venuto a mancare oggi a Bologna Beniamino Andreatta, più volte ministro e uno dei massimi esponenti della Democrazia cristiana. Da tempo malato, era entrato in coma il 15 dicembre del 1999 durante una seduta notturna alla Camera per la Finanziaria.

CHI ERA BENIAMINO ANDREATTA tratto da https://it.wikipedia.org

Beniamino Andreatta è nato Trento l’11 agosto 1928.Dopo essersi laureato in giurisprudenza all'Università di Padova nel 1950, ha successivamente compiuto studi di economia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e, come visiting, presso quella di Cambridge.

Successivamente divenne docente universitario, e nel corso della sua attività accademica ha insegnato all'Università Cattolica di Milano e nelle università di Urbino, Trento e Bologna. Poco dopo fu inoltre fondatore e rettore dell'Università della Calabria.

Dopo altri risultati conseguiti in ambito accademico ed economico, all'inizio degli anni Settanta fu il consigliere finanziario del governo presieduto da Aldo Moro. Ciò favorì la sua ascesa politica all'interno della Democrazia Cristiana con cui ottenne un seggio al Parlamento dal 1976 al 1992, sia come senatore che come deputato.

Ha ricoperto numerosi incarichi ministeriali di rilievo: fu ministro del bilancio sotto Francesco Cossiga (1979-1980), e ministro del tesoro dal 1980 al 1982 con Arnaldo Forlani e Giovanni Spadolini. In quest'ultima occasione provocò la nota "lite delle comari" con il ministro delle Finanze Formica che fece cadere il primo governo del dopoguerra non retto da un DC. Richiamato ancora al bilancio sotto il primo governo di Giuliano Amato, successivamente ricoprì il dicastero degli esteri sotto Carlo Azeglio Ciampi dal 1993 al 1994.

Europarlamentare e vice presidente del Partito Popolare Europeo dal 1984 al 1987, Andreatta fu il promotore di un sistema economico misto e tra gli allievi principali della sua scuola di pensiero il più importante fu Romano Prodi, che lo volle come ministro della difesa nel suo primo governo. Andreatta seguì infatti i democristiani che formarono il Partito Popolare Italiano, tornando con essi in parlamento nella legislatura del 1994 e del 1996.

Il 15 dicembre 1999, nel corso di una seduta parlamentare, ebbe un grave malore e finì in coma profondo in seguito a un infarto e alle conseguenze di un'ischemia cerebrale, rimanendo fino alla morte in uno stato vegetativo.

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Il figlio Filippo Andreatta, docente presso l'Università di Bologna, scrive su diversi quotidiani italiani (tra cui Corriere della Sera e "Europa") ed è esponente della Margherita e acceso promotore del Partito Democratico.

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