Bologna: elezioni, Tunioli rinuncia a schierarsi

Bologna: elezioni, Tunioli rinuncia a schierarsi

Bologna: elezioni, Tunioli rinuncia a schierarsi

BOLOGNA - Roberto Tunioli si fa da parte. L'amministratore delegato di Datalogic ha rinunciato a schierarsi con il Pdl. Lo ha fatto attraverso un fax, inviato martedì alle 23.48. Tunioli ha ringraziato tutti coloro che lo hanno sostenuto "per la volontà manifestata verso un nuovo risorgimento della città; come persona, per la stima, la fiducia e l'affetto testimoniatimi".

 

"Mesi orsono - ha scritto - un gruppo di amici - imprenditori, professionisti, esponenti del mondo della cultura e del mondo politico - accomunati da malessere che si percepisce nella nostra città e dal desiderio di invertire questa tendenza e rilanciare lo splendore di Bologna, mi hanno testimoniato con affetto e passione tutto il loro sostegno per un progetto di città che - consapevolmente o inconsciamente - covavo da tempo".

 

"Infatti - ha continuato - grazie alla mia attività imprenditoriale degli ultimi vent'anni, che mi ha portato a visitare centinaia di città nel mondo, ho visto grandi città splendide decadere e città decadute risorgere. Questo mi ha dato l'ottimismo e l'entusiasmo di pensare a un progetto capace di traguardare al 2030 Bologna, città alla quale sono particolarmente grato per avermi permesso di esprimere in pieno le mie capacità, e verso la quale ho sentito il dovere civico di offrire la mia disponibilità".

 

"D'altra parte - ha aggiunto - sono amministratore delegato di un gruppo industriale internazionale, quotato in Borsa, per il quale i compiti fiduciari verso tutti gli stakeholders non mi consentono ora di occuparmi con la dovuta attenzione e le necessarie energie di un progetto così importante, riguardante il futuro dei cittadini".

 

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"Il mio augurio - ha concluso - è che Bologna possa comunque, perché lo merita veramente, fare scaturire dalle urne della prossima competizione elettorale del 2009 un nuovo governo di città, che rompa finalmente con il modello superato di consociativismo e finta concertazione che blocca di fatto le migliori energie della città, i giovani, da sempre il vero motore dello sviluppo".

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