Bologna: esondato il fiume Reno, evacuate diverse famiglie a Malalbergo

Bologna: esondato il fiume Reno, evacuate diverse famiglie a Malalbergo

Bologna: esondato il fiume Reno, evacuate diverse famiglie a Malalbergo

BOLOGNA - Un argine del fiume Reno ha ceduto nella nottata tra lunedì e martedì, verso le 4, a ridosso della chiavica Portoni. Tempestiva la macchina dei soccorsi che ha visto impegnati, oltre all'Agenzia regionale di Protezione Civile dell'Emilia Romagna, il Servizio Tecnico di Bacino, il Consorzio Bonifica Renana, i Volontari di Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e le Forze dell'Ordine.

 

Dopo una prima valutazione fatta congiuntamente dal Direttore dell'Agenzia regionale di Protezione Civile Demetrio Egidi (che si è recato sul posto) dal Sindaco di Malalbergo, dal Prefetto di Bologna e dai tecnici del Servizio Tecnico di Bacino e della Bonifica Renana si è deciso in primo luogo il sezionamento dell'argine del canale Navile, che stava raccogliendo l'acqua fuoriuscita dal fiume Reno mettendo in pericolo il centro abitato di Malalbergo; e la collocazione di massi ciclopici per tamponare il cedimento creatosi nell'argine del fiume Reno.

 

Il primo intervento è stato finalizzato a convogliare l'acqua uscita dal Reno in un'area di campagna circostante, provvedendo ad evacuare quattro famiglie (per un totale di venticinque persone) residenti nei sei caseggiati interessati. Per precauzione il Sindaco di Malalbergo, in mattinata, ha imposto la chiusura delle scuole e avvisato la popolazione dell'evento in atto.

 

Da domenica sono in funzione a pieno ritmo le pompe idrovore dei 20 impianti della Bonifica Renana, che lavorano per convogliare tutta l'acqua del Bolognese nelle casse di espansione del sistema di bonifica.Negli invasi minori (Gandazzolo, Quadrone, Argelato e Bentivoglio) e nelle casse principali di Campotto, Vallesanta e Bassarone (1.600 ettari di invaso, ad Argenta), si sono sversate le acque di pioggia del bacino del Navile e del Savena, e anche un residuo di Reno, che tramite un fontanazzo, ha tracimato 20 metri cubi al secondo in Navile, e da questo, nel canale Botte, sempre della Renana.

 

Martedì pomeriggio è stato praticato un taglio nell'argine del Navile per alleggerire la portata verso il centro urbano, provocando così l'allagamento della campagna circostante. Inoltre è stata temporaneamente aperta la paratoia "Spade" che dal Navile scarica nel canale la Botte che corre a fianco dello stesso Navile.

 

La rete scolante è già piena, pur avendo una capacità di invaso di 45 milioni di metri cubi. Con l'acqua piovuta nell'intero bacino di destra Reno, si sono riempite tutte le vasche di espansione del Consorzio che hanno un volume d'invaso pari ad altri 40 milioni di metri cubi. Secondo il direttore - Agostino Parigi - "la rete e le idrovore della Bonifica Renana sono per ora in grado di raccogliere e stoccare tutta la massa d'acqua proveniente dalla pianura del comprensorio, con l'obiettivo di presidiare le aree esondabili dei comuni più fragili (come Budrio, Medicina, Molinella, Galliera, Malalbergo e Bentivoglio)".

 

"Il tutto - ha aggiunto - fino a quando il livello del Reno non tornerà alla normalità. Cioè in grado di ricevere le acque piovute e scolate dalla pianura e portarle al mare. Ma la tensione è alta: la rete della Renana, con i suoi 1600 chilometri di canali artificiali è in tarata per le proprie superfici e già in queste ore sta supportando le criticità presentate dagli alvei di fiumi e corsi d'acqua naturali".

 

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La preoccupazione adesso è rivolta alle probabili precipitazioni dei prossimi giorni, che potrebbero aggravare la situazione pericolosa di fiumi e torrenti; che si trovano circondate da un territorio sempre più cementificato.

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