Bologna, forse non si vota a marzo. Il Pd: "Centro-destra in difficoltà"

Bologna, forse non si vota a marzo. Il Pd: "Centro-destra in difficoltà"

L'ex sindaco Delbono

BOLOGNA - L'impressione tra i democratici e' ormai che il voto anticipato a Bologna insieme alle regionali saltera'. "Le voci delle ultime ore sono quelle di una mancata concessione del voto a marzo. Fosse cosi'- promette il segretario regionale Stefano Bonaccini- reagiremo duramente". Bonaccini parla a Radio Citta' del Capo nel dopo-maratona in direzione con numero uno  nazionale Pierluigi Bersani. E da' una lettura 'tattica' dell'eventuale rinvio del voto.

 

"Penso che il dietrofront del Governo sia legato ad una cosa, che hanno una difficolta' enorme  a trovare o l'alleanza o il candidato sindaco giusta per Bologna", dopo la scelta iniziale di Giancarlo Mazzuca "spostato in 24 ore dalla Regione al Comune". In ogni caso se il voto dovesse saltare sarebbe una "figuraccia per il centrodestra".

 

"Le informazioni che abbiamo da Roma? Sono imbarazzanti- dice Bonaccini nel corso dell'intervista- pochi giorni fa il ministro Maroni in persona ha fatto un comunicato per dire che la  responsabilita' di portare Bologna al commissariamento e non al voto subito era delle mancate dimissioni di Delbono e che il Pd voleva ritardare". Ma poi Delbono, approvato il bilancio  comunale, si e' dimesso "e dunque il Governo avrebbe potuto approvare il decreto" per il voto al 28 marzo con le regionali. A questo punto, "bisogna aspettare giovedi'. Io- dice Bonaccini- non voglio neanche crederci che il Governo dopo aver detto che la responsabilita' era del Pd, e noi abbiamo fatto tutti gli atti per permettere a Bologna di votare subito, ci ripensasse".

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