Bologna: indagato per truffa, Roda respinge le accuse

Bologna: indagato per truffa, Roda respinge le accuse

BOLOGNA - Interrogatorio fiume mercoledì mattina in Procura per Enrico Roda, direttore dell'unita' di Gastroenterologia del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, accusato per truffa aggravata. Secondo l'accusa avrebbe timbrato il cartellino quando in realtà era assente. Interrogato per quasi quattro ore davanti al pm Rossella Poggioli, Roda si è difeso sostenedo che i sistemi di rilevazione delle presenze del Policlinico sono "incompleti" e "imperfetti",vanno integrati successivamente e questo porta spesso a "errori".

L'inchiesta è stata aperta all'inizio di gennaio in seguito alla denuncia presentata in piazza Trento Trieste dalla Direzione del Sant'Orsola. Secondo quanto segnalato ai magistrati il direttore generale Augusto Cavina Roda timbrava ma poi non era presente. A riprova delle accuse, ci sarebbe una verifica effettuata sui cartellini marcatempo di entrata e di uscita dal reparto e in generale dal Policlinico: le assenze ingiustificate poi "coperte" sarebbero in tutto cinque o sei.

In Procura, all'arrivo della denuncia, il fascicolo e' stato aperto in modo automatico, per i necessari accertamenti. "Mi sono difeso dettagliatamente per quasi quattro ore, penso che vada tutto bene", ha spiegato Roda uscendo dall'ufficio del pm. Con lui davanti al magistrato c'era l'avvocato Bruno Catalanotti che ha definito le accuse mosse a Roda "molto modeste: l'interrogatorio e' iniziato verso le 10.30 ed e' terminato quasi alle 14. Oltre che a rispondere alle domande, Roda ha consegnato una memoria difensiva nella quale sostiene che i badge funzionavano male: le rilevazioni erano imprecise e provvisorie, andavano successivamente integrate a mano, a distanza di un mese, rischiando errori. 

 

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A spiegare la tesi difensiva e'  Catalanotti dopo l'interrogatorio: "Abbiamo spiegato al pm che i badge non funzionavano e i sistemi delle rilevazione erano incompleti". In pratica, prosegue l'avvocato, "le schede, cosiddette provvisorie, andavano poi integrate in un secondo momento" e "le integrazioni, che avvenivano a distanza a di un mese, erano necessariamente imprecise e imperfette, perchè venivano fatte sulla base di appunti, agende e documenti".  In un contesto del genere ("che riguarda tutti coloro che soffrivano di questa disfunzione dell'apparato marcatempo, non solo Roda" ha sottolineato Catalanotti), è chiaro che "la possibilità di errori era molto ingente".  Secondo il legale, Roda ha fornito al magistrato "spiegazioni esaurienti" su tutte le contestazioni che gli vengono mosse, "singolarmente e sintomaticamente modeste".

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