Bologna: l'ospedale non vuole Marino, Procura apre un'inchiesta

Bologna: l'ospedale non vuole Marino, Procura apre un'inchiesta

Bologna: l'ospedale non vuole Marino, Procura apre un'inchiesta

BOLOGNA - La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo d'inchiesta contro ignoti sulla vicenda del senatore Ignazio Marino(Pd) e sulle presunte motivazioni politiche che hanno fatto improvvisamente saltare il contratto che il chirurgo aveva gia' praticamente firmato nella primavera del 2009 per venire a operare al Policlinico Sant'Orsola sotto le Due Torri. L'inchiesta è nelle mani del pm Luca Tampieri, che prima di Natale ha ascoltato come testimone Marino.

Per il momento non e' stato sentito nessun altro, ne' il magistrato ha dato ordine di acquisire documentazione. A far emergere il sospetto di motivazioni politiche a giustificare l'improvviso voltafaccia dei vertici del Sant'Orsola sono una serie di intercettazioni (pubblicate mercoledì sul 'Corriere della sera') in cui i magistrati della Procura di Crotone si sono imbattuti indagando su tutt'altra vicenda.

Gli atti dell'inchiesta calabrese relativi a queste intercettazioni qualche mese fa sono stati trasmessi alla Procura felsinea, dove e' stato aperto un fascicolo, contro ignoti, che ipotizza il reato di abuso d'ufficio. Stando a quanto emerge dalle intercettazioni, Marino sarebbe stato boicottato nel suo arrivo al Sant'Orsola, con cui aveva gia' concordato quasi tutti i dettagli per operare in un reparto all'avanguardia nei trapianti diretto da Antonio Daniele Pinna, dopo la scelta di candidarsi per il Pd, in concorrenza con Pier Luigi Bersani.

l telefono intercettato dagli inquirenti e' quello del commercialista crotonese Giuseppe Carchivi (con studio in provincia di Siena). In una telefonata del 25 agosto, Carchivi parla con un chirurgo del S.Orsola che lui chiama "professore", ed e' proprio il camice bianco a dire: per "lui (Marino, ndr) c'e' poco da fare, s'e' schierato da un'altra parte di dove stanno questi".

Ma la telefonata forse piu' significativa e' del 20 agosto: Carchivi parla con un altro medico, stando a quanto scrive il 'Corsera', che lavora a stretto contatto con l'equipe di Pinna e dice, a proposito di Marino e del suo mancato arrivo al Policlinico: "Hanno fatto il voltafaccia (...) in sostanza i vertici regionali, che come tu sai si sono schierati con Bersani, e quindi Marino non e' piu' gradito qua... il mio direttore generale Cavina lo ha chiamato dicendogli 'sa... abbiamo difficolta' di sala operatoria, problemi di Consiglio di Facolta', sa che c'e' un centrodestra molto forte a Bologna'... pensa che cazzate che gli ha raccontato".

Poi, piu' avanti nella telefonata, lo stesso chirurgo prosegue: "In realta' ufficialmente non e' mai stato detto questo. Ufficialmente e' stato detto che abbiamo problemi di sala operatoria, che le sale operatorie sono troppo piene che...Insomma, tutte cazzate, ovviamente, tutte minchiate...".  Piu' avanti ancora, il chirurgo dice una frase a proposito della reazione di Pinna, il direttore della struttura dove avrebbe operato Marino: "Pinna ha detto che (Marino, ndr) ha fatto una mossa che gli ha tagliato le gambe, Bissoni (l'assessore regionale alla Sanita', ndr) era favorevolissimo all'operazione". E dire che dalle intercettazione emergerebbe che Marino non avrebbe neppure chiesto compensi molto alti per operare al Policlinico.

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