Bologna: Mazzuca fa mezzo passo indietro, tensione nel Pdl

Bologna: Mazzuca fa mezzo passo indietro, tensione nel Pdl

Bologna: Mazzuca fa mezzo passo indietro, tensione nel Pdl

BOLOGNA - Il mezzo passo indietro di Giancarlo Mazzuca prende in contropiede il Pdl. C'e' chi come il coordinatore cittadino del partito, Fabio Garagnani, fa buon viso alla mossa e vede impennarsi a questo punto "all'80%" le possibilita' di siglare un accordo con l'Udc. Ma c'e' anche chi, in parlamento come a Palazzo D'Accursio, declina ogni commento. "Questa non e' una linea politica", sentenzia qualcuno nel Pdl sempre più orfano di un candidato.

 

In effetti la giravolta di Mazzuca, da "candidato al 100%" e uomo pronto a sfilarsi in nome della ragion di coalizione (in favore di Gianluca Galletti? Tra i berlusconiani c'e' chi lo mette in

dubbio) ha stupefatto piu' di un esponente del Pdl. "Siamo allibiti", confida un parlamentare, "fino a ieri sera ci siamo tutti schierati per la sua candidatura al 100%. Non e' cambiato niente nel quadro politico tra ieri e oggi. Non mi spiego il perche'".

 

La tentazione e' di spiegare l'episodio come un incidente mediatico (Mazzuca ne ha parlato in radio e il successivo aggiustamento di rotta "non ha smentito niente"), ma per altri esponenti del partito e' una presa d'atto da parte del candidato delle direttive Pdl. "Mazzuca ha capito finalmente che non e' stato schierato in Comune perche' e' il piu' bravo, ma perche' bisognava mettere a posto la Bernini", ricorda un dirigente: "aveva cominciato con dichiarazioni un po' roboanti, ora si e'  messo piu' tranquillo".

 

Non e' un mistero che a Bologna la candidatura di Mazzuca, arrivata con una telefonata di Denis  Verdini, abbia preso in contropiede una parte del partito. A cui adesso il 'sacrificio' sembra un atto dovuto per mettere in campo l'intesa con l'Udc, che spetta ai vertici regionali del partito.

 

Mazzuca, gli riconosce Garagnani, "dimostra sensibilita' e attenzione alle esigenze di Bologna, di  privilegiare l'interesse della citta' rispetto alle sue legittime aspettative di candidato. Dobbiamo unirci per non rischiare di non cogliere l'occasione". Detto questo, al momento "il candidato resta lui". Un concetto ribadito anche dal vicepresidente del Consiglio comunale, Paolo Foschini. "Mazzuca e' il nostro candidato e ha il compito di allargare la coalizione.

 

La sua e' una posizione seria e rigorosa, in linea con quanto espresso da tutto il partito". Ma il capogruppo Pdl in Comune, Lorenzo Tomassini, non si e' rassegnato all'idea che si debba fare spazio ad un candidato casiniano. "Anche l'Udc potrebbe convergere su Mazzuca- spiega- Un candidato Udc al nostro elettorato farebbe venire il maldipancia, non so a quello della Lega. Galletti e' un ottimo amministratore, ma il nostro elettorato e' quattro volte piu' vasto, mi stupisce piuttosto che all'Udc Mazzuca non vada bene".

 

E in casa Udc? La svolta e' stata salutata con una cauta nota di Maria Cristina Marri, limata in collaborazione coi massimi vertici del partito. Ma l'impressione che si e' registata anche  tra i centristi "e' che sotto pressione del partito Mazzuca abbia perso le redini della situazione". Del resto ogni accelerazione sulle scelte senza ritorno sembra ostacolata al momento dalle pesanti incertezze sulla data del voto.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    A Mazzuca converrebbe sfilarsi, questo PDL è una cosa invereconda, particolarmente in Emilia Romagna. In questo simulacro di partito l'espressione massima di democrazia è una telefonata nottetempo di Verdini con gli ordini!

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