BOLOGNA - Misure coercitive a 41 No Global, riesame dice no a pm

BOLOGNA - Misure coercitive a 41 No Global, riesame dice no a pm

Bologna, 12 apr. - (Adnkronos) - Il Tribunale del riesame di Bologna ha respinto la richiesta di misure coercitive avanzate dalla procura felsinea contro 41 no global per le contestazioni all'assessore comunale alla Casa e al presidente del quartiere San Donato avvenute il 10 ottobre scorso nel centro sociale 'La Fattoria'.

Lo stesso collegio ha inoltre ritenuto di ridimensionare l'ipotesi accusatoria formulata dalla Procura dato che ''questo collegio ritiene configurabili nel comportamento degli indagati i delitti di violenza privata e ingiuria (quest'ultimo addirittura non legittimante cautela) anziche' di quello, ben piu' grave, di violenza e minaccia a corpo politico, giudiziario ed amministrativo, esclusa in ogni caso l'aggravante della finalita' di eversione dell'ordine democratico''.

Ennesima bocciatura, dopo quella del gip, per i magistrati che ancora una volta avevano ipotizzato l'aggravante dell'eversione a una iniziativa dei no global.

Dunque, come gia' aveva fatto il gip Valentina Tecilla, anche il Riesame (presidente Luisa Raimondi) ha dato torto al pm Paolo Giovagnoli che aveva contestato l'aggravante dell'eversione ai 41 antagonisti che il 10 ottobre scorso si erano resi protagonisti di una movimentata contestazione alla ''Fattoria''. Inoltre, non solo non ha ritenuto ''sussistenti i presupposti oggettivi e soggettivi dell'aggravante dell'eversione dell'ordine democratico come contestata'', ma ha anche alleggerito le accuse nei confronti dei 41 disobbedienti ritenendo cosi' non idonee le misure coercitive (domiciliari, obbligo di firma, divieto di dimora a Bologna) che il magistrato aveva chiesto.

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Per il tribunale delle Liberta' infatti ''la volonta' degli agenti era in via principale diretta a censurare gli sgomberi avvenuti quella mattina contestando nel contempo la politica della pubblica amministrazione in ordine all'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica''. Lo stesso collegio poi scrive che i contestatori comunque ''potranno e dovranno essere chiamati a rispondere, ma ad altro titolo, per i comportamenti offensivi, violenti e sopraffattori che gli stessi hanno posto in essere in modo non strettamente funzionale all'esigenza di manifestazione del proprio malcontento''.

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