Bologna: morte Lanzoni, l'urologo patteggia

Bologna: morte Lanzoni, l'urologo patteggia

BOLOGNA - Ha patteggiato un anno e otto mesi (pena sospesa) l'urologo Giuseppe Corrado, a processo per falso e omicidio colposo per la morte di Daniela Lanzoni, la 54enne che perse la vita al Policlinico Sant'Orsola di Bologna il 27 settembre del 2007 dopo che le era stato asportato un rene per errore, sulla base di uno scambio di tac. La proposta di patteggiamento, presentata dalla difesa di Corrado d'accordo con il pm Francesco Caleca, è stata accolta dal gip Giorgio Floridia.  

 

La famiglia, che non è stata in alcun modo risarcita nè dall'azienda nè dall'assicurazione, ha reso noto ll'avvocato Luca Sabbi, "è stupita e soprattutto delusa, in primis dal "disinteresse dell'azienda sanitaria, che e' la prima responsabile civilmente e ha trascurato in questo modo il risarcimento, come se i medici responsabili fossero cosa staccata da loro". La delusione per i due figli della donna è molta. Per la "pena molto lieve", ma ancor più per il mancato risarcimento. "Abbiamo scritto ripetutamente sia al Policlinico che alla Ergo assicurazioni, nessuno ci ha mai risposto - ha dichiarato Sabbi -. Nell'ultima lettera, avevamo intimato loro di presentare una proposta di risarcimento entro il 30 novembre, pena l'interruzione di qualunque forma di trattativa con noi. Non c'è stata nessuna risposta nè alcuna richiesta di incontro". Ora, il risarcimento andrà per vie legali.  

 

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Insieme a Corrado, sotto indagine per la morte di Lanzoni finirono altre sei persone, cinque medici e un tecnico radiologo: il chirurgo Giuseppe Severini, la radiologa Maria Cristina Galaverni, gli urologi Paola Bacchetti e Alberto Benati, il tecnico Stefano Chiari e l'anestesista Franco Rubino. A quest'ultimo (e all'infermiera indagata per falso per aver corretto la cartella clinica su ordine di Corrado), il pm non ha inviato l'avviso di fine indagine (solitamente preludio della richiesta di rinvio a giudizio). Dopo il patteggiamento, il pm ha annunciato che partiranno le cinque richieste di rinvio a giudizio.

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