BOLOGNA - Nasce il centro studi 'Alberto Manzi'

BOLOGNA - Nasce il centro studi 'Alberto Manzi'

BOLOGNA - Realizzare un Centro di studio e documentazione dedicato ad Alberto Manzi, uno dei più significativi educatori italiani del Novecento e figura oggi di grande attualità. È questo l'obiettivo della Regione Emilia-Romagna che, nel decennale della sua morte, ha siglato un Protocollo d'intesa con il Ministero delle Comunicazioni, la Rai e l'Università di Bologna, per non disperdere quel patrimonio di idee, passioni, lavori del maestro che potrebbe essere definito come il primo media educator italiano.


L'annuncio verrà dato in apertura del convegno "Alberto Manzi - 10 anni dopo" che si terrà a Roma, in Campidoglio, domani e giovedì. Ne parleranno la Presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Monica Donini, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, il Presidente della Rai,Claudio Petruccioli, il sottosegretario alla Pubblica istruzione, Letizia De Torre, e il Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna, Roberto Farnè.


La finalità del Centro Studi dedicato al maestro Manzi è duplice: da una parte, favorire la conoscenza dell'uomo e della sua opera, attraverso l'analisi del suo lavoro educativo, di scrittore e di autore di programmi radio-televisivi; dall'altra costituirsi come un punto di riferimento per la ricerca educativa e didattica attraverso i media, proiettando nel futuro l'impegno di Alberto Manzi. Il Centro ha sede a Bologna presso l'Assemblea Legislativa regionale e ospita l'archivio donato dalla moglie Sonia, un patrimonio di scritti in gran parte inediti che potranno essere consultati a fini di studio e ricerca. Darà continuità al "Premio Alberto Manzi" - consegnato a Piero Angela e a Giovanni Minoli nelle due passate edizioni - che valorizza i migliori progetti realizzati nei diversi campi della comunicazione educativa, dando riconoscimento a prodotti dell'editoria tradizionale, audiovisivi e multimediali che abbiano finalità e caratteristiche di tipo didattico/educativo.


Il Centro, inoltre, grazie al festival della Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo potrà anche far conoscere sul territorio nazionale la mostra "Alberto Manzi. Storia di un maestro" che ricostruisce la sua vita e il suo lavoro. Alberto Manzi, laureato in biologia e in pedagogia, fu prima di tutto un maestro elementare. Divenne popolare grazie alla trasmissione televisiva "Non è mai troppo tardi" che andò in onda tra il 1960 e il 1968 sull'allora unico canale televisivo italiano. La trasmissione segnò la storia dell'Italia del tempo: oltre ad aver contribuito alla diffusione della lingua italiana, consentì ad un milione di italiani di conseguire la licenza elementare. Ma l'opera di Manzi non ha solo i contorni della televisione: dall'esperienza di maestro in carcere a quella di divulgatore scientifico, da scrittore a sindaco, da educatore in Sudamerica a infaticabile redattore di sussidiari e libri di lettura. Alberto Manzi si configura come un uomo che ha fortemente creduto nella possibilità della televisione di trasmettere sapere; è stato un maestro convinto che, grazie allo schermo, si potesse anche diventare cittadini più attivi e consapevoli.


È stato un brillante scrittore per bambini, tradotto in tantissime lingue sia con "Orzowei" che con "Grogh, storia di un castoro". Ha rischiato la propria incolumità per vivere in America latina, al fianco di chi aveva bisogno di imparare a leggere e scrivere. La sua passione di maestro ha intriso i tanti strumenti didattici innovativi negli anni Sessanta e, in molti casi, ancora oggi.


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