BOLOGNA - Omicidio università, assassino condannato a 16 anni

BOLOGNA - Omicidio università, assassino condannato a 16 anni

Bologna, 18 apr. (Adnkronos) - E' stato condannato a 16 anni di carcere Domenico Bottari il messinese di 34 anni che il 12 luglio di due anni fa ha ucciso con otto colpi di pistola, per un amore non corriposto, il 22enne bolognese Riccardo Venier nel corridoio del Dipartimento di matematica dell'Universita' di Bologna. Lo ha deciso il gup Alberto Gamberini che non ha accolto la richiesta della pm Licia Scagliarini che per l'imputato aveva chiesto 30 anni. Il gup ha poi riconosciuto 100.000 euro di provvisionale alla madre e al patrigno della vittima che si erano costituiti parte civile attraverso l'avvocatessa Nicoletta Flamini.

Al termine dell'udienza i difensori si sono detti soddisfatti perche' ''una pena a 16 anni lascia uno spiraglio di vita e non e' una pietra tombale come l'ergastolo'', ma lette le motivazioni (previste tra 90 giorni) decideranno se fare appello dato che ''c'e' ancora spazio per capire cosa e' successo al nostro assistito e applicare una pena giusta per favorire anche una prospettiva di cura per questo ragazzo''. Se il perito del gup ha stabilito che Bottari era capace d'intendere e volere quando uccise il 12 luglio, per i periti della difesa, Daniele Berto e Fabio Marcheselli, la sua capacita' di intendere e volere era grandemente scemata a causa di un problema relativo alla sua identita' e mai risolto.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Domenico Bottari quel 12 luglio 2005 a pomeriggio ha ucciso per un amore non corrisposto da parte del 22enne che aveva conosciuto tre anni prima proprio nella facolta' di Matematica dove poi lo ucciso con otto colpi calibro 9x21 esplosi con la Steyer semiautomatica che deteneva regolarmente per uso sportivo. Aveva due caricatori da 7 e 5 colpi piu' 28 proiettili pronti per l'uso. Alla sua vittima sparo' i primi sei colpi alle spalle e gli ultimi due alla testa. Poi, con la camicia zuppa di sangue, usci' dall'Universita', prese il primo autobus, si guardo' intorno, vide l'insegna della Polfer in via Bovi Campeggi, scese tra gli sguardi attoniti dei passeggeri e busso' alla caserma consegnandosi e spiegando di aver ucciso un uomo.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -