Bologna, primarie Pd. De Maria: "No a fughe in avanti". Merola: "E' conformismo"

Bologna, primarie Pd. De Maria: "No a fughe in avanti". Merola: "E' conformismo"

Bologna, primarie Pd. De Maria: "No a fughe in avanti". Merola: "E' conformismo"

BOLOGNA - Premette che "non c'e' nessuna polemica nei confronti di Virginio" e che il suo "non e' uno stop" nei confronti di Merola. Ma l'ex segretario provinciale del Pd, Andrea De Maria, un passato da sindaco a Marzabotto poi da vicepresidente della Provincia, spiega anche che "non e' questo il tempo di mettere in campo i candidati, ma di fare una discussione per vedere se si trova un nome condiviso" all'interno del partito.

 

Lui, De Maria, e' senz'altro "disponibile" a scendere in campo, cosi' come il numero due di Palazzo Malvezzi Giacomo Venturi, mentre l'ex assessore Merola sembra aver fatto addirittura un passo in piu' scendendo direttamente in campo. Il giorno dopo i primi outing tra i democratici per la successione a Maurizio Cevenini, De Maria spiega che non sarebbe "un dramma" se i candidati Pd saranno piu' di uno, anche se una sintesi va cercata negli organismi dirigenti. La grande corsa e' insomma cominciata.

 

"E' un fatto positivo che nel Pd ci siano diverse personalita' che si mettono a disposizione in un momento cosi' delicato. Anche io dico che e' giusto mettersi a disposizione e questo riguarda anche me. Dico anche che oltre a questi nomi (appunto Venturi e Merola, ndr) nel Pd ci sono ulteriori personalita' con le caratteristiche per correre". Questo, precisa l'ex segretario, "vale anche per i due esponenti del Pd che si sono ritirati di fronte alla candidatura di Maurizio Cevenini", cioe' Duccio

Campagnoli e Gian Mario Anselmi. Intanto, "non bisogna disperdere il percorso, e' stato fatto un importante lavoro sulla coalizione e le primarie vanno mantenute, anche se e' naturale che ci sia un

rinvio. Se va bene la fine di gennaio? Mi sembra un termine ragionevole, ma decide la coalizione".

 

Da parte sua Virginio Merola non arretra d'un passo sulla sua candidatura: "Vediamo se ci saranno altri", e' la sua sfida. Il desiderio dell'ex assessore, sulla strada del quale si e' piazzato l'ex segretario Andrea De Maria, sarebbe di vedere confluire su di se' tutto il partito, come ha gia' spiegato, ma non esclude di correre anche se altri democratici decidessero di lanciarsi nella competizione. Una

eventualita' che non da' per scontata. "Per decidere bisogna sapere chi si candida- dice- vediamo se ci saranno altri".

 

Il Pd di Bologna, secondo Merola, "non puo' essere un 'giro', una ruota da prendere per salire e scendere" e dove qualcuno non conta nulla. E ancora: "C'e' troppo conformismo in questo partito". Ma c'e' anche qualche assaggio di programma per Palazzo D'Accursio. "Dobbiamo avere la consapevolezza che nel prossimo mandato non possiamo limitarci a tirare la cinghia. Per essere all'altezza dobbiamo mettere in campo politiche per fare riforme radicali".

 

Su tutto lo spettro del '99 nel centrosinistra bolognese. L'ingorgo di candidature per la successione a Maurizio Cevenini, con l'ombra di veti reciproci che si staglia sul percorso verso le primarie, allarma il gruppo dirigente. Francesca Puglisi, responsabile alla Scuola nella segreteria di Pierluigi Bersani, rivolge un vero e proprio appello ai contendenti: non rimettete in scena il suicidio politico della generazione precedente, e' la sostanza del messaggio. "I quarantenni- posta su Facebook- devono essere capaci di non ripetere gli errori dei propri predecessori, che cannibalizzandosi tra loro e dilaniando il partito, alla fine sono stati bocciati dagli elettori". Un richiamo, quello di Puglisi, ai tanti quasi-candidati fioriti nelle ultime ore. (Dire)

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