BOLOGNA - Procuratore Di Nicola su Pcc: ''Parlare è inopportuno per indagini''

BOLOGNA - Procuratore Di Nicola su Pcc: ''Parlare è inopportuno per indagini''

Bologna - "Qualunque cosa detta in questa fase può essere inopportuna per le indagini". Sono le uniche parole dette dal procuratore capo di Bologna, Enrico Di Nicola, sulle due auto incendiate nella notte e rivendicate dal Partito comunista combattente.

Il magistrato, che alle numerose domande dei cronisti ha risposto con altrettanti "no comment", ha spiegato di aver dato "disposizione a tutti affinche' stiano in silenzio".

Verso le 23 sono state appiccate le fiamme a due Smart, una blu e una grigia, parcheggiate tra vicolo Olanda e San Marcellino, nel centro di Bologna, a pochi passi dalla questura. Resta quindi alta la tensione a Bologna, dove nuove minacce sono state rivolte al portavoce del sindaco Sergio Cofferati. A finire nel mirino del sedicente Partito comunista combattente è Massimo Gibelli, uno degli uomini in assoluto più vicini al primo cittadino bolognese. Una molotov è esplosa a poche decine di metri da casa sua, mandando in fiamme due autovetture “Smart”.

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Subito dopo è arrivata ad una telefonata alla redazione bolognese de “Il Resto del carlino” che ha rivendicato l’episodio. "Partito comunista combattente - ha detto la voce di un ragazzo - rivendichiamo le auto esplose...Gibelli servo di Cofferati, viva Marx".

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