Bologna: riforma della scuola, scendono in piazza anche ii nonni

Bologna: riforma della scuola, scendono in piazza anche ii nonni

Bologna: riforma della scuola, scendono in piazza anche ii nonni

BOLOGNA - Dopo le mamme, sono scesi in piazza i nonni con figli e nipoti in segno di protesta contro la riforma scolastica Gelmini. I pensionati dello Spi-Cgil di Bologna hanno infatti scritto una lettera aperta a studenti e docenti della scuola per esprimere la loro solidarietà. Venerdì parteciperanno alla manifestazione in piazza XX settembre.

 

"Ci sentiamo colpiti da questo attacco, che riporta alla 'maestrina-vice mamma', uccide il tempo pieno, ridimensiona la lingua straniera, annienta ogni progettazione, chiude al territorio; ci sentiamo colpiti perchè è in questa scuola che si formano i nostri nipoti, che si costruisce il futuro", si legge nella lettera dello Spi.  

 

"Chi taglia la scuola, taglia il futuro - continua -. Per questo esprimiamo tutta la nostra condivisione e solidarietà nell'impegnativa battaglia per salvare la scuola pubblica, rilanciarla, confermarla come perno di qualsiasi prospettiva di sviluppo sociale e civile del Paese". "Disciplina, gerarchia e autorità" sono i messaggi che trasmetteva la scuola "alcuni decenni fa". La nostra, proseguono i pensionati, era la scuola del "tutti in fila per due con le braccia dietro la schiena", del "mani sul banco, dell'insegnante che usava la riga per picchiare le palme (espesso le nocche) delle mani degli alunni troppo vivaci".

 

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Adesso, riconoscono gli anziani dello Spi, "può darsi che il movimento del '68 abbia prodotto 'il niente', come dice il ministro Tremonti, ma è certo che la scuola di quegli anni non aveva molto da salvare". "E' lì - concludono -  che il Governo cerca di tornare con determinazione, distruggendo posti di lavoro ed esperienze consolidate, considerando la scuola un ramo da tagliare per far cassa e non una risorsa decisiva sulla quale investire".

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