Bologna: spaccio di cocaina, decapitata organizzazione italo-albanese

Bologna: spaccio di cocaina, decapitata organizzazione italo-albanese

Bologna: spaccio di cocaina, decapitata organizzazione italo-albanese

BOLOGNA - A nulla sono servite le frasi in codice utilizzate per piazzare ingenti quantità di droga nel bolognese. Un'organizzazione italo-albanese specializzata nello spaccio di cocaina è stata decapitata alle prime luci dell'alba di giovedì dai Carabinieri con un blitz al quale hanno partecipato 150 militari oltre ad un elicottero e a cani antidroga. Gli uomini dell'Arma hanno eseguito tredici ordinanze di custodia cautelare tra Bologna, Cento e Venezia, di cui due ai domiciliari.

Tutti dovranno rispondere dell'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla spaccio di droga. La cocaina arrivava in Italia dall'Olanda e dall'Albania. Il traffico era gestito dagli albanesi. La ‘neve' veniva poi rivenduta a credito agli italiani al prezzo di 30-40 euro al grammo, che poi la piazzavano sul mercato ad un prezzo raddoppiato. Gli inquirenti hanno stimato un traffico di un paio di chili di cocaina alla settimana.

Le indagini, durate due anni e mezzo e coordinate  dai pubblici ministeri di Bologna Silverio Piro e Marco Mescolini, sono nate da alcune intercettazioni telefoniche nell'ambito di un'altra inchiesta per sfruttamento della prostituzione. Grazie anche a intercettazioni ambientali audio visive, si è ricostruita l'attività di spaccio che si consumava in larga parte in appartamenti, che venivano usati anche come deposito della droga. Negli stessi luoghi gli spacciatori consentivano ai ‘clienti' di consumarla. A Bologna i covi sono stati individuati tra via Saliceto, via Emilia Ponente e via Fratelli Rosselli. Nei guai anche un bar di Via Fioravanti, per il quale verrà chiesta la chiusura per presunta attività di spaccio dentro al locale.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Al vertice dell'organizzazione vi era Erion Lleshaj, albanese di 28 anni, ed il connazionale Gezim Reci, 26 anni. Altri due albanesi della banda, Sokol Bushpepa e Eduard Ndreu (carpentiere edile nel porto di Marghera) sono stati arrestati a Venezia. Gli inquirenti non escludono che lo stesso porto veneziano potesse essere uno dei terminali del traffico. La droga, che veniva probabilmente indirizzata anche a discoteche e locali pubblici, era gestita in totale da tre sottogruppi, tutti in contatto tra loro. Al vertice del gruppo italiano vi erano M.C., 37 anni, originario di Monteroni di Lecce e la coppia Gianni Marseglia, brindisino, 44 anni, e Giuseppina Rosafinta, 30 anni, di Avellino. Ai domiciliari la sorella di M.C.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -