Bologna: stupro 15enne, il tunisino forse a giudizio entro 30 giorni

Bologna: stupro 15enne, il tunisino forse a giudizio entro 30 giorni

Bologna: stupro 15enne, il tunisino forse a giudizio entro 30 giorni

BOLOGNA - Potrebbe essere giudicato anche nel giro di un mese Jamel Moamid, il tunisino di 33 anni arrestato a Bologna nella notte tra venerdì e sabato con l'accusa di violenza sessuale su una 15enne, oltre che per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. In base al nuovo decreto sulla sicurezza varato dal Governo nel giugno scorso, infatti, è prevista la possibilita' di applicare il rito direttissimo anche per il reato di violenza sessuale.  

 

Il pm titolare delle indagini, Francesco Caleca, lunedì mattina ha spiegato che, se riuscirà a concludere una serie di accertamenti in corso, chiederà appuntoil giudizio per direttissima. La richiesta deve avvenire entro 30 giorni dall'arresto. Durante la convalida dell'arresto, il tunisino non è stato in silenzio davanti al gip Bruno Perla, ma ha risposto alle sue domande negando l'accusa di violenza sessuale nei confronti della ragazzina di 15 anni.

L'uomo si è difeso dicendo che lo stupro è un'accusa infondata, così come sarebbero infondate, a suo dire, le circostanze schiaccianti in cui e' avvenuto l'arresto. Ha parlato di un diverbio nato con la 15enne, poi sfociato negli schiaffi che ha ammesso di averle dato. Il giudice Perla l'ha ritenuta unaversione del tutto inattendibile.  

 

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L'uomo, che davanti al giudice ha risposto in maniera precipitosa e piuttosto teso, è dunque rimasto in carcere in regime di custodia cautelare, come chiestodal pm Caleca. Per lui non e' stato disposto il regime di isolamento. La difesa, affidata all'avvocato Lucio Strazziari, non aveva fatto richiesta di riduzione della misura cautelare ai domiciliari (difficili considerando che e' senza fissa dimora) o altro, rimettendosi alla decisione del giudice.  Moamid arrivò in Italia nell'aprile 2008. Prima di finire in carcere il 6 agostoper spaccio, era stato arrestato in luglio perché clandestino.

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