Bologna: tentato omicidio, arrestato pluripregiudicato clandestino albanese

Bologna: tentato omicidio, arrestato pluripregiudicato clandestino albanese

BOLOGNA - Al termine di una complessa ed articolata attività investigativa, convenzionalmente denominata "Devil", i militari del Nucleo Operativo Radiomobile di Borgo Panigale, coadiuvati dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bologna e coordinati dal Sostituto Procuratore Licia Scagliarini della Procura della Repubblica, sabato scorso hanno dato esecuzione presso la Casa Circondariale di Bologna all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Bologna, che concordava con le risultanze istruttorie emerse, nei confronti di Durim Zgjana, 23 anni, clandestino di origini albanese, pluripregiudicato, indagato per il tentato omicidio di un connazionale, S.E. di anni 26. La notte del decorso 24 febbraio, ad Anzola Emilia (BO) in una laterale della via Emilia, luogo frequentato da prostitute, il giovane veniva attinto da numerosi colpi d'arma da fuoco, esplosi a distanza ravvicinata.

 

Le investigazioni sul violento fatto criminoso si sono subito indirizzate verso gli ambienti della criminalità legata allo sfruttamento della prostituzione su strada e permettevano di acquisire dati indiziari sul giovane clandestino albanese pregiudicato per reati contro la persona. Dopo numerosi servizi, svolti anche mediante l'utilizzo di ausili tecnici, è stato individuato in via Pier de Crescenzi a Bologna un appartamento dove il giovane albanese, unitamente al proprio fratello Dashmir, anch'egli pregiudicato e clandestino, avevano trovato ospitalità, grazie alla complicità di due fratelli di origini siciliane titolari dell'immobile.

 

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Si è deciso, conseguentemente, di operare un controllo all'interno dell'abitazione ove i militari procedevano all'arresto, in flagranza, oltre che dei quattro soggetti, anche di altri quattro clandestini di origini russe (un uomo e tre giovani donne), poiché venivano rinvenuti circa 500 grammi di cocaina destinata allo spaccio. I due italiani e i cittadini russi, convalidati gli arresti, venivano rimessi in libertà, i due fratelli siciliani sottoposti a misure alternative (presentazione alla Polizia Giudiziaria.) e i quattro stranieri sottoposti alle procedure per l'espulsione.

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