Brisighella, chiusa la prima festa del Parco regionale della Vena del gesso

Brisighella, chiusa la prima festa del Parco regionale della Vena del gesso

BRISIGHELLA - Si è svolta dall'11 al 13 giugno a Brisighella, con grande successo di pubblico, la prima festa del Parco regionale della Vena del gesso romagnola. Diversi appuntamenti ed iniziative hanno attraversato il territorio per far conoscere a tutti le caratteristiche e le peculiarità del Parco. Momenti apprezzati che hanno visto approdare anche migliaia di persone nella stessa città di Brisighella il 12 e 13 giugno in occasione dell'anteprima delle Feste medievali, che proseguiranno nei prossimi due fine settimana, con culmine il 26 e 27 giugno.

 

Per il presidente del Parco, Eugenio Fusignani,«Gente in vena (questo era il nome dato all'evento, ndt) lo è stato anche nel vero senso della parola. L'idea di unire le Feste medievali di Brisighella e la festa del Parco è risultata vincente, come traino iniziale per l'evento dell'area protetta e come elemento di rinnovazione per la celebre festa brisighellese. Il prossimo anno - prosegue Fusignani- si potrà ulteriormente migliorare, lavorando ancora di più sulle rievocazioni delle antiche attività dell'uomo legate alla Vena del Gesso. Intanto va in archivio questa prima edizione con un risultato che va oltre ogni più rosea aspettativa».

 

La Festa si è aperta ufficialmente l'11 giugno con gli interventi del sindaco di Brisighella, Davide Missiroli e del presidente del Parco, Eugenio Fusignani, con una serata al Teatro Spada nel corso della quale è stata presentata la monografia "Il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola", alla presenza degli autori Bassi, Contarini, Costa, Lucci, Piastra, Sami e con le conclusioni del dirigente del servizio Parchi della regione Emilia-Romagna, Enzo Valbonesi, che ha elogiato il "giovane" parco della Vena del Gesso per la quantità e la qualità del lavoro svolto in questo primo anno di attività.

 

Sulla manifestazione anche il direttore del Parco, Massiliano Costa ha voluto esprimere un giudizio positivo. «Il Parco in questi tre giorni ha celebrato la Vena del gesso e le sue genti attraverso un ricchissimo calendario di visite guidate, giochi, spettacoli, presso il centro visite di Ca' Carné, in collaborazione dell'associazione Pangea e con il coordinamento di Ivano Fabbri, e a Zattaglia, in collaborazione col Centro Sociale Guaducci e con la Federazione speleologica regionale dell'Emilia-Romagna. Quest'ultima ha organizzato per l'occasione il convegno di presentazione dell'Operazione Stella-Basino, ricerca triennale sul più importante sistema carsico nel gesso d'Italia, che ha consentito ai tantissimi presenti di assistere ad un succedersi di interventi scientifici, di altissimo livello. E' stato un grande successo, con il tutto esaurito in ogni iniziativa». E a Zattaglia sottolinea il presidente Fusignani «la collaborazione tra il centro sociale Guaducci e le aziende agricole della Val Sintria ha permesso di organizzare con successo tante iniziative, legate soprattutto alla valorizzazione degli straordinari prodotti enogastronomici del territorio. Una cosa non certo scontata che ci rende particolarmente fieri della buona riuscita.

 

Una buona riuscita confermata anche dal sindaco di Brisighella, Davide Missiroli che ha voluto sottolineare «tutta la mia soddisfazione per una scommessa che potremmo definire essere stata ampiamente vinta. In questi tre giorni tutto il territorio è stato attraversato da migliaia di persone attirate e curiose di conoscere e vivere concretamente il parco e le iniziative organizzate. Da non dimenticare - ci tiene a precisare il primo cittadino brisighellese - la riuscita anche delle feste medievali che hanno fatto accrescere la voglia di divertimento e di conoscenza di un legame profondo esistente tra gli abitanti di questo territorio con il gesso». Un legame continua il Presidente del Parco «che viene da lontano, sin dall'epoca protostorica gli uomini hanno frequentato le grotte, come siti per riti divinatori ed è proseguito nei secoli, fino ai giorni nostri, con lo sviluppo di un'agricoltura straordinaria, che trae dal benefico microclima della Vena e dalle caratteristiche dei terreni prodotti di grande valore. Questo legame - conclude Fusignani - deve continuare e rinforzarsi, rinnovandosi in forme nuove, sostenibili e moderne, legate al rispetto dell'ambiente e del paesaggio, alla valorizzazione del territorio, alla fruizione dell'area protetta e alla diversificazione delle attività agricole».

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