Brisighella, dopo la neve è emergenza frane. Il vicensindaco: ''Fondi insufficienti''

Brisighella, dopo la neve è emergenza frane. Il vicensindaco: ''Fondi insufficienti''

Brisighella, dopo la neve è emergenza frane. Il vicensindaco: ''Fondi insufficienti''

BRISIGHELLA - Dopo i disagi e i danni diretti causati dalla neve della scorsa settimana, ora il problema si aggrava nelle colline brisighellesi con lo suo scioglimento dovuto alla grande quantità di acqua che non ha consentito l'ottimale funzionamento del sistema di raccolta e smaltimento delle acque di deflusso superficiale e si sono così verificati gravi movimenti franosi che hanno interessato gran parte della sede stradale, interrompendone la viabilità.

 

I problemi principali sono stati rilevati in via Pideura, via Purocielo, via Torre del Marino, via Oriola, via Pietramora, via Pian di Vicchio, via Tura, via Campiume, via Boesimo, via Montevisano, via Ebola e via Albonello. Le strade comunque più bisognose sono: Via Torre del Marino, Via Purocielo, Via Albonello, Via Oriola e Via Pideura

 

"Come amministrazione comunale - commenta il vice Sindaco Dario Laghi con delega alla viabilità, alla sicurezza e alla protezione civile -  siamo riusciti ad affrontare l'emergenza neve con buoni risultati, ma ora non siamo in grado di fronteggiare questa ulteriore emergenza (che si va a sommare ai danni dell'inverno scorso). Siamo consapevoli che se non si interviene con celerità la situazione non può che peggiorare in quanto i dissesti sono in continuo movimento e c'è da attendersi che le situazioni possano peggiorare ulteriormente lasciando alcune famiglie isolate (Albonello e Purocielo) oppure interrompendo la viabilità per gli altri casi con enormi disagi per i residenti, i loro bambini che devono andare a scuola e per le numerose aziende agricole e zootecniche."

 

"Come amministrazione -continua il Vicesindaco Dario Laghi- stiamo cercando di spendere le risorse a nostra disposizione senza sprecare nemmeno un centesimo (si può sempre migliorare)... ma in queste condizioni non siamo più in grado di "mantenere" in sicurezza i nostri territori ed i cittadini di collina e di montagna non se lo meritano. Da Roma si riempiono la bocca di federalismo ma il loro federalismo che chiamano municapale è un bidone vuoto. E per la montagna è semplicemente un bidone. Non si possono scaricare solo le responsabilità senza un adeguata copertura finanziaria".

 

"E la verità è che hanno tagliato tutto: il  fondo nazionale per la montagna, il fondo per l'assicurazione contro le calamità naturali per gli agricoltori, i fondi per le gestioni associate, per la difesa del suolo, per gli investimenti ai piccoli Comuni, per il gasolio e il gpl alle zone non metanizzate - ha proseguito Laghi -. Non è mia intenzione fare polemica, ma solo cercare di richiamare l'attenzione su una questione molto grave. Chiedo a tutte le forze politiche, ad ogni livello istituzionale di considerare questo problema. A me non interessa da dove arriveranno i soldi... il territorio del Comune di Brisighella ha bisogno di circa 500 mila euro solamente per rattoppare i danni provocati da questa neve e dagli smottamenti conseguenti. Se a questo aggiungiamo lo stato delle strade di collina, le cifre diventano molto più importanti. Se non ci ascolterà nessuno, non oggi, non domani ma prima o poi vedremo scendere la collina in pianura e solo allora ci accorgeremo di quanto è importante la cura ed il presidio di queste zone".

 

"Non si può più tacere. Qui tagliano tutti e tutto, anche i contributi per la montagna (o collina, chiamatela come volete). Il Governo aveva annunciato un Fondo di nuova istituzione a favore della montagna a decorrere dal 2011 - commenta anche l'assessore al Bilancio Mario Bedeschi - doveva recare inizialmente la cifra di 10 milioni di euro, a tal fine in precedenza accantonati  nel bilancio dello Stato, ma il Governo li ha già tagliati ed ora per il 2011 sono stanziati solo 6 milioni: un po' pochi per consentire di dare risposta soddisfacente ai bisogni delle comunità locali della montagna, tanto più considerato il drastico taglio delle risorse apportato dalla Legge di Stabilità al Fondo nazionale per la montagna, ridotto dal 2011 a poco più di sedici milioni di euro (il 30% delle risorse in precedenza assegnate alle comunità montane)".

 

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"In Emilia-Romagna, del Fondo per le zone montane pari a 16 milioni (nel 2007 il Governo Prodi ne aveva stanziati 189!) arriveranno 249.000 euro, e non saranno assegnati alle Comunità e Unioni montane ma direttamente ai Comuni in proporzione alla popolazione, penalizzando una volta in più le aree montane a minore densità demografica come Brisighella - aggiunte Bedeschi -. La situazione dei bilanci degli enti montani è pesantissima ed è a rischio la possibilità di mantenere servizi fondamentali, figuriamo le calamità naturali come queste- Alle amministrazioni locali sono toccati in sorte gli ultimi spiccioli di uno Stato ingeneroso e distratto, capace solo di voltare le spalle a territori senza dubbio più difficili e fragili, ma assai preziosi per la qualità del nostro Paese, per la difesa dell'ambiente, l'economia sostenibile e la sopravvivenza delle nostre tradizioni."

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