Brisighella: l'olio brisighellese continua a mietere successi

Brisighella: l'olio brisighellese continua a mietere successi

BRISIGHELLA - I prodotti biologici continuano a riscuotere le preferenze degli italiani e la partecipazione dell'olio extravergine d'oliva di Brisighella alla 21^ edizione del BioFach, Salone mondiale dei prodotti biologici a Norimberga, in programma dal 17 al 20 febbraio, ha una duplice valenza: dare risalto ai vantaggi ambientali e sociali delle produzioni ottenute da agricoltura biologica, ma soprattutto promuovere i giacimenti enogastronomici del territorio brisighellese. Alla manifestazione tedesca sarà rilevante la partecipazione di Pro. BER (Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell'Emilia-Romagna) con un'ampia selezione di bio prodotti emiliano-romagnoli.

 

Affiancano l'extravergine Nostrana di Brisighella, generi ortofrutticoli e lattiero-caseari, aceto balsamico, frutta secca e vino. Il Salone del BioFach di Norimberga, che è un appuntamento di punta per il mondo del biologico, ha registrato nella scorsa edizione oltre 2.700 espositori e la presenza di quasi 47mila visitatori professionali e commerciali, dei quali il 38 per cento internazionali. Particolarmente importante sarà quest'anno la presenza di produttori di vino biologico, che conferma la vitalità del settore e la buona tenuta registrata nel 2009, con interessanti prospettive di crescita per il 2010. È in arrivo, per fine marzo-inizio aprile, la proposta della Commissione Europea per regolamentare la produzione di vino biologico in Europa, sulla quale da mesi si confrontano nell'Ue, esperti europei e nazionali.

 

"La presenza a Norimberga delle nostre produzioni biologiche è strategica - afferma l'assessore alle attività produttive di Brisighella, Franco Spada - per valorizzare i nostri tipici nei grandi contesti fieristici internazionali, creare un forte tessuto di azioni promozionali e relazioni commerciali per  aumentarne la domanda, allargare l'ingresso sui vari mercati e quindi la diffusione tra i consumatori dei principali paesi esteri, non solo europei". Nella produzione di uve biologiche sul territorio brisighellese, i vini hanno un mercato come tali o come base per aceti biologici. A Brisighella la produzione ‘bio' è favorita soprattutto dall'ambiente salubre e dalla buona ventilazione che rende meno virulenti le fitopatie della vite. Tuttavia i metodi biologici di lavorazione comportano maggiori costi di produzione e in contropartita il produttore non trova sempre corrispondenza nel prezzo di mercato, "ma produrre biologico oltre che un metodo è un'etica. L'Italia è nella situazione migliore - assicura Spada - in quanto il Paese ha una grande tradizione vinicola di qualità e i produttori hanno compreso l'importanza del biologico prima degli altri paesi". Ma c'è ancora battaglia, verso la futura normativa e per quello che dovrà essere il livello accettabile di solfiti nel bio vino. "L'auspicio - aggiunge Spada - è che la Commissione Ue a breve renda meno difforme la norma da paese a paese. Sul mercato i prodotti d'importazione soggetti a regole più permissive oggi vanno a scapito della produzione nazionale e creano confusione nel consumatore, che non sempre è informato sui dovuti distinguo di qualità".

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