Brisighella: un san Valentino all'insegna dell'archeologia

Brisighella: un san Valentino all'insegna dell'archeologia

BRISIGHELLA - Un San Valentino all'insegna dell'archeologia. Nella giornata di sabato 14 febbraio, infatti, a Brisighella sarà possibile partecipare ad un pomeriggio dedicato al viaggio nel tempo. Alle ore 14 il comune, in collaborazione con i protagonisti dei recenti scavi, organizzano una visita al cantiere presso quel che resta del famoso e misterioso castello di Rontana.

 

Una campagna di scavi iniziata due anni fa dal dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna con sede a Ravenna che ha portato alla luce particolari storici, architettonici ed archeologici molto importanti. Alla visita, tempo meteorologico permettendo, seguirà alle ore 16,30 presso la residenza municipale, la presentazione con relazione e materiale fotografico delle attività archeologiche realizzate a partire dal 2007.

 

Il castello di Rontana, citato per la prima volta nel 960 insieme alla pieve di Santa Maria compresa al suo interno, era di proprietà di Ugone di Rontana. Nei secoli successivi la fortificazione è stata oggetto di numerose contese e viene elencata tra i possessi della chiesa di Ravenna, del comune di Faenza, dei Manfredi e della repubblica Veneziana per poi essere distrutto alla fine del XVI secolo dalle truppe pontificie.

 

I lavori all'interno del castello sono stati avviati per studiare la nascita del fenomeno dell'incastellamento in Romagna. Il sito, grazie alla straordinaria conservazione del suo deposito, si è dimostrato molto adatto per una verifica della stratificazione archeologica delle prime fasi di occupazione e per conoscere eventuali fasi di frequentazione anteriori a quelle riportate dalle fonti scritte del X° secolo.?Per raggiungere tali obiettivi è stato aperto un vasto settore di scavo (100 mq) al centro dell'area sommitale dell'insediamento, corrispondente alla corte della Rocca cinquecentesca. Al di sotto di uno spesso deposito di materiale edilizio, causato dalla distruzione del castello, sono state identificate alcune strutture murarie appartenenti a diversi ambienti dell'area signorile. Sono state numerose le evidenze di un'occupazione privilegiata del sito, in particolar modo le ceramiche smaltate e dipinte provenienti da diversi centri della Romagna, della Toscana e del Veneto. Gli ambienti riportati alla luce erano organizzati intorno ad uno spazio centrale al cui interno trovava posto un pozzo-cisterna, necessario per la sopravvivenza del sito fortificato durante i ripetuti assedi cui è stato sottoposto nel Medioevo e nel primo Rinascimento.?Nel corso della campagna di scavi è stato inoltre realizzato un rilievo topografico dell'intera area occupata dal castello e dal suo abitato circostante, così da comprenderne la planimetria nel dettaglio.

 

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Alla giornata, oltre all'assessore brisighellese Pier Domenico Casadio, che evidenzierà tra l'altro la disponibilità dell'amministrazione al proseguio degli scavi, saranno presenti il professore titolare della cattedra di Archeologia a Ravenna, Andrea Augenti ed i tecnici che hanno curato gli scavi, il dott. Enrico Cirelli ed il dott. Massimo Sericola.

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