Caccia, Bulbi: "Abbiamo messo ordine lavorando con associazioni venatorie e agricole"

Caccia, Bulbi: "Abbiamo messo ordine lavorando con associazioni venatorie e agricole"

Caccia, Bulbi: "Abbiamo messo ordine lavorando con associazioni venatorie e agricole"

"Nella nostra provincia le aree demaniali erano interdette alla caccia, ora grazie ad un lungo lavoro con le associazioni venatorie ed agricole e le amministrazioni comunali siamo riusciti a formulare una proposta che è risultata accoglibile dalla Regione. E' un buon risultato, tenuto conto di precedenti nostre proposte, pur condivise con gli enti locali e le associazioni, ma risultate alla fine non accolte dalla Regione". E' il commento del Presidente della Provincia Massimo Bulbi all'approvazione, da parte della Regione, della proposta della Provincia relativa alla riorganizzazione delle aree aperte e interdette alla caccia, che prevede l'istituzione di 11 oasi.

 

"Questo attuale - dice Bulbi - è un progetto che dà ordine al territorio, dando certezza ai cacciatori per le aree su cui praticare l'attività venatoria e agli agricoltori per quanto concerne i danni alla coltivazioni, il tutto nel rispetto degli equilibri faunistici. In particolare, siamo consapevoli dei problemi che gli ungulati provocano alle colture e per questo ricordiamo che nelle oasi si potranno attuare piani di controllo del cinghiale, che concretizzeremo assieme agli agricoltori e ai cacciatori".

 

In provincia di Forlì-Cesena sono presenti terreni appartenenti al demanio statale e regionale per una superficie pari a oltre 23.500 ettari, di cui 12.073 si trovano al di fuori del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi M. Falterona e Campigna. In questi territori è generalmente previsto il divieto di caccia, a meno che non venga decisa una diversa destinazione da parte dell'ente regionale, a seguito di una specifica proposta da parte della provincia interessata.

 

La proposta presentata dalla Provincia è nata dall'esigenza di razionalizzare l'utilizzo a fini faunistici e venatori dei terreni del demanio regionale e si pone i seguenti obiettivi: garantire la tutela dei territori di maggiore interesse ambientale e faunistico;  razionalizzare i confini delle aree meritevoli di tutela mediante la trasformazione in istituti di protezione; tutelare le attività agricole, e silvo-pastorali in genere, poste entro i confini e nei territori adiacenti alle aree protette così costituite, attuando una gestione faunistica; rendere disponibili all'utilizzo venatorio le porzioni di minore o scarso valore. La proposta prevede l'istituzione di 11 nuove aree di protezione.

 

La trasformazione, o comunque l'inclusione, dei terreni demaniali in istituti di protezione comporta numerosi vantaggi che fanno riferimento alla possibilità di attribuire a tali aree una perimetrazione molto più razionale, agevolando in questo modo la tabellazione, l'identificazione sul territorio, la vigilanza e la gestione in generale. L'istituto dell'Oasi è stato ritenuto di norma il più idoneo sulla base delle caratteristiche ambientali e delle finalità essenzialmente di conservazione e tutela del patrimonio naturale insite nel progetto.

 

Il criterio generale utilizzato è stato quello di destinare a gestione venatoria preferenzialmente le porzioni demaniali classificate a minore valore naturalistico complessivo e in subordine le porzioni classificate di valore intermedio. Nei casi in cui parcelle classificate di valore intermedio sono state destinate ad utilizzo venatorio, sia in ragione delle piccolissime dimensioni sia in ragione della impossibilità di individuare confini sufficientemente naturali, sia di entrambe, si è provveduto ad una compensazione con territori di valore superiore, in modo da ottenere comunque nel complesso un aumento della superficie protetta per le aree di più elevato valore.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di mestesso
    mestesso

    è brutto perdere il braccio di ferro con la Regione e dire che va tutto bene.....

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